Istat, flessione della produzione industriale

Paterniano Del Favero
Novembre 11, 2019

"In prospettiva, il punto di minimo del ciclo per il settore manifatturiero potrebbe essere alle spalle, sulla scia sia del miglioramento delle condizioni finanziarie domestiche che dei minori rischi esterni (data la minore incertezza, almeno di breve termine, sul fronte della guerra tariffaria e di Brexit, e visti i primi timidi segnali di ripresa del commercio mondiale e della domanda da alcuni Paesi emergenti)".

Calo della produzione industriale a settembre.

"La produzione industriale è tornata a calare a settembre (-0,4% mese su mese), dopo l'aumento di agosto".

Su base tendenziale e al netto degli effetti di calendario, a settembre 2019 si registra una moderata crescita per il comparto dei beni di consumo (+1,2%), accompagnata però da una marcata diminuzione per beni intermedi (-5,2%), mentre diminuiscono in misura più contenuta i beni strumentali (-2%) e lievemente l'energia (-0,1%). "Anche nella media dei primi nove mesi dell'anno la produzione è calata, sia in termini grezzi sia al netto degli effetti di calendario", conclude l'Istituto. Sono registrate variazioni negative, invece, per l'energia (-1,1%) e i beni intermedi (-1,0%). Stesso trend con il segno meno anche nella media del terzo trimestre dove la produzione ha vissuto una flessione congiunturale dello 0,5%.

I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali riguardano la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+9,6%), le industrie alimentari, bevande e tabacco (+7,8%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+6,4%).

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