VERISSIMO, ospiti e anticipazioni di sabato 9 novembre 2019

Ausiliatrice Cristiano
Novembre 10, 2019

Eppure sono state persone che a loro modo mi hanno cresciuta. Mamma e papà, sì. E ai miei genitori dico grazie, perché con le loro incapacità mi hanno resa, invece, capace di amare. Mi hanno insegnato il male, ti crea un istinto di sopravvivenza per darti lo stimolo. Non c'erano insegnamenti, valori, c'era tanta violenza psicologica. E c'era altro, non solo alcol. Per sfuggire a questa situazione Francesca inventava il suo mondo: "Stavo sempre a guardare filmati, ho trovato il mio guscio".

Un commovente intervento quello di Francesca Manzini a Verissimo.

Ci provavo, ma non riuscivo mai a parlare con loro. Non ho mai avuto un abbraccio da mio padre, da mia madre sì. Io ho compreso la loro povera irresponsabilità. Un giorno mi disse: 'Io non sono capace'. "Ho sofferto di anoressia, di bulimia...". La mia anoressia non la vivevo come una punizione. "Subito dopo sono stata bulimica per sei anni", ha rivelato la Manzini. "Ho vissuto male, perché ero in un abbandono totale". Non incolpo i mie genitori: mio padre ha seguito la sua carriera, mia madre la sua libertà e la sua bellezza. Arrivi al baratro, l'istinto di sopravvivenza ti risveglia. Se ho pensato al suicidio? Vivere è una grandissima responsabilità. Il campione ligure annuncerà la nascita della sua secondogenita che avrà dalla moglie Flavia Pennetta, ma parlerà anche della sua uscita dai top 10 della classifica ATP (Association of Tennis Professionals). Ho passato momenti brutti anche per storie d'amore finite male, ho vissuto lutti.

Nonostante in parte il rapporto con la madre sia stato riallacciato, con il padre è ancora muro: "Mio padre l'ho perduto continuamente ma è vivo e fa più male di quando non c'è più". Ho recuperato ciò che era giusto recuperare con lui, ma a lui non interessano le parole che ho detto su di lui.

Francesca Manzini, imitatrice e cantante che ha folgorato il pubblico di Amici Celebrieties, ha parlato a cuore aperto nello studio di Silvia Toffanin. "Io non lo odio". Imitavo mia sorella per tenere fuori dalla mia mente cose che una bambina non doveva sentire.

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