Modì torna a casa con una mostra

Ausiliatrice Cristiano
Novembre 10, 2019

Era il 22 gennaio 1920 quando Amedeo Modigliani è ricoverato, incosciente, all'ospedale della Carità di Parigi dove muore, due giorni dopo, all'età di 36 anni di meningite tubercolare, che era riuscito, miracolosamente, a sconfiggere vent'anni prima.

'Modigliani e l'avventura di Montparnasse. Con una conseguenza immediata: la nascita di una leggenda che trasformerà Modigliani in un personaggio leggendario, in una emanazione evanescente e scandalosa di un mondo bohémien, che nei suoi ritratti e nei suoi nudi riconoscerà il senso della propria estrema vitalità mista a tedio e profonda fatale malinconia.

E ancora dipinti di artisti dal linguaggio astratto-informale o riconducibili all'arte analitica che vogliono cogliere alcuni aspetti dell'arte di Modigliani ai quali si ispirano liberamente (la tecnica, il colore, la poetica) è questo il caso di Sandro Martini, Riccardo Guarneri, Elio Marchegiani, Mario Raciti: fino ad arrivare ad artisti contemporanei che, ognuno con il proprio linguaggio specifico si sono confrontati con la figura e l'arte del grande artista livornese: è il caso di Luigi Ontani, Bruno Ceccobelli, Massimo Barzagli, Mark Kostabi, De Poli, Pietro Cascella.

Una raccolta di opere d'arte, "Modigliani e l'avventura di Montparnasse". Sono felice di questa occasione. "Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre", in esposizione nel Museo della Città di Livorno dal 7 novembre 2019 al 16 febbraio 2020, è organizzata dal Comune di Livorno insieme all'Istituto Restellini di Parigi con la partecipazione della Fondazione Livorno. Un pezzo del cuore di Amedeo, batteva a Livorno dove era cresciuto e aveva mosso i primi passi nell'arte con lo studio dei macchiaioli prima di partire per Parigi per immergersi nel mondo artistico che circondava la capitale francese. Ma a Livorno Modigliani restò sempre legato, tanto da tornarci più volte nel corso della sua breve vita.

La mostra è un ritorno a casa. "Qui a Livorno Amedeo Modigliani ha sviluppato la sua capacità creativa e lo spiritualismo ebraico e qui a Livorno mi auguro che la storia, e non solo il mercato, possano approfittare di questa meravigliosa opportunità per dargli la giusta posizione nella storia dell'arte occidentale". E Livorno si è preparata ad ospitare tutti coloro che verranno a salutare il grande pittore. "A 100 anni dalla morte siamo riusciti a far tornare l'anima di Dedo a Livorno, con le sue opere più belle, che per quattro mesi troveranno dimora nel Museo della Città".

Il percorso museale vuole ripercorrere il tempo parigino di Dedo e la sua vita affascinante e carismatica tra Montparnasse e Montmartre, con i suoi amici Guillaume Apollinaire, Chaïm Soutine, Paul Guillaume, Blaise Cendrars, Andrè Derain e Maurice Utrillo. Modigliani, ebreo e di cultura raffinata, rispecchiava a pieno il carattere del livornese, dissacratore e pronto alla battuta ironica, intelligente ed elegante, ricco di fascino.

La mostra è accompagnata da un catalogo, curato da Marc Restellini, pubblicato da Sillabe.

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