In Bolivia poliziotti ammutinati contro Morales: il presidente grida al golpe

Bruno Cirelli
Novembre 10, 2019

Gli agenti di polizia si sono ammutinati nella città di Cochabamba ed altre 5 città.

Il richiamo allo sciopero promosso da settori dell'opposizione vuole, come obiettivo principale, danneggiare l'economia del paese, che ha registrato da 13 anni un aumento del 3.9% l'anno, con l'implementazione di un nuovo modello che risponde agli interessi della società, ha informato l'Agenzia Venezuelana di Notizie Evo ha detto che i gruppi dell'opposizione tentano di prendere il potere politico e squalificare i risultati elettorali delle votazioni generali del 20 ottobre scorso nelle quali il mandatario boliviano è stato rieletto con più del 47% dei voti. L'ammutinamento avrebbe risparmiato La Paz, la capitale amministrativa del Paese.

Morales ha infine precisato che "nelle prossime ore" il Parlamento, d'accordo con tutte le forze politiche, stabilirà le procedure per rinnovare l'insieme dei membri del Tse. Javier Zavaleta, ministro della difesa, ha escluso al momento un intervento dell'esercito per questa crisi.

Via Twitter Morales ha anche condannato l'attacco "codardo e selvaggio", "nello stile delle dittature militari", alla radio della Confederazione sindacale unica dei lavoratori contadini della Bolivia (Csutcb).

Il candidato dell'opposizione Carlos Mesa, del partito Comunidad Ciudadana, ha chiesto di indire nuove elezioni, sostenuto dai comitati civici che hanno intimato a Morales di dimettersi.

Evo Morales ha così denunciato un 'colpo di stato' messo in atto da "gruppi violenti che attentano all'ordine costituzionale" e lanciato un grido di allarme sulla "democrazia a rischio". E contemporaneamente aveva rivolto un invito ad accompagnare questo dialogo "a organismi internazionali, all'Onu all'Osa, a Paesi di diverse parti del mondo e alle chiese", chiedendo aiuto anche al Papa perché "accompagni" questo tentativo di conciliazione. Sul fronte opposto, il presidente Morales ha denunciato di essere vittima di un golpe. L'offerta è stata anche respinta da Ruben Costas, il potente governatore dello Stato orientale di Santa Cruz.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE