Juventus, Douglas Costa: "I razzisti non meritano di esultare per un gol"

Rufina Vignone
Novembre 9, 2019

E' il gol più bello della mia carriera.

Nel derby un'azione straordinaria con un tiro al volo parato da Sirigu e poi l'assist decisivo per Matthijs De Ligt ed ancora a Mosca quello scambio stretto di tacco bellissimo per Douglas Costa. Infatti, non sono abituato a togliermi la maglietta dopo aver segnato, ma è stato un momento di liberazione. Così, parlando anche con Bonucci e con Dybala, mi sono detto che potevo spostarmi sulla sinistra. Chissà che la vicinanza della modella non dia anche una marcia in più in campo al numero 11 bianconero, che Sarri sembra voler impiegare come trequartista dietro le punte. Quando lo facevo, di solito il sistema era un 4-2-3-1, alla Juventus devo fare un lavoro diverso: "devo stare vicino agli attaccanti e creare superiorità numerica vicino all'area e al tempo stesso lasciare spazio per gli inserimenti dei centrocampisti o di chi crea gioco come Pjanic". Sul razzismo, ammette che la questione esiste da molto tempo. In una maniera però completamente diversa rispetto al trequartista classico, con l'ex Shakhtar Donetsk che si allargherebbe maggiormente, come visto ieri sera nella sfida contro il Lokomotiv Mosca.

"Io credo che le persone che commettono questi atti possano essere individuate, non meritano di esultare per un gol, perché il calcio e' uno spettacolo, porta gioia e non è compatibile con queste manifestazioni". "Ci ho giocato insieme in nazionale, lo conosco e lo apprezzo, è un calciatore con ottime qualità".

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