Stallo sull’ex Ilva, Conte non esclude la nazionalizzazione

Paterniano Del Favero
Novembre 8, 2019

Praticamente il taglio di metà del personale di cui si dovrebbe fare carico una volta rilevata l'acciaieria, che al momento sarebbe stata solo in affitto.

"Le modalità delle iniziative di sciopero e della mobilitazione verranno decise nelle prossime ore, insieme alle rappresentanze sindacali dei diversi stabilimenti", prosegue ribadendo come per a Fiom sia "nnecessario l'integrale rispetto dell'accordo da parte del Governo e dell'azienda e come sia inaccettabile qualsiasi ipotesi di ridimensionamento occupazionale di tutti gli stabilimenti del gruppo". Ma se fosse inevitabile "l'avvocato del popolo" assicura che l'esecutivo ha "tutti gli strumenti giuridici" per affrontare quella che definisce "la battaglia legale del secolo".

La rigidità di ArcelorMittal e, come sottolineato da molti al tavolo, la articolata preparazione che sicuramente ha preceduto il deposito dell'atto di recesso dimostrano una decisione irreversibile, presa da tempo, oltre che, ci sembra, una mancanza definitiva di propensione al dialogo costruttivo con le istituzioni e la comunità ionica.

Nella vita quotidiana, per le piccole cose come per le grandi, una delle regole d'oro di civile convivenza è che se pretendi rispetto devi dare rispetto.

Carlo Calenda, ex ministro dello sviluppo economico, in un'intervista a SkyTg24, ha detto che durante il vertice a Palazzo Chigi ArcelorMittal avrebbe chiesto la garanzia dell'immunità penale e di ridiscutere il piano industriale e: "ArcelorMittal avrebbe chiesto garanzie sullo scudo penale, atto imprescindibile, e la ridiscussione del piano industriale".

"Siamo compatti nel sostenere il governo - ha concluso Emiliano -".

La sensazione, invece, mano a mano che la vicenda procede, è che, revocando lo scudo legale, la sciagurata politica tricolore abbia offerto su un piatto d'argento ad ArcelorMittal l'opportunità di fare fagotto.

Così il premier Giuseppe Conte, dopo il consiglio dei ministri e dopo l'avvio dei contatti con i rappresentanti di ArcelorMittal, l'azienda che ha annunciato l'intenzione di abbandonare lo stabilimento ex Ilva di Taranto. "L'Italia è un Paese serio, non ci facciamo prendere in giro".

E gli investimenti, il canonico rischio di impresa, la volontà di partecipare al rilancio di un pezzo di storia planetaria? "Perché sono anni che mi ripetono che questa strada è difficile e che costa troppo".

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