Migranti, Lamorgese: aumentano gli sbarchi fantasma

Bruno Cirelli
Novembre 8, 2019

Il ministro dell'Interno, infatti, ha spiegato che "ci sono state delle segnalazioni da parte della presidenza della Repubblica". Come ha spiegato il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, in audizione al Comitato Schengen, al confine con la Slovenia c'è "un aumento della pressione migratoria" a causa "di un cambio di politica nel rilascio dei visti di ingresso attuato dalla Serbia e dalla Bosnia in favore dei cittadini provenienti da Iran, Iraq, India e Cina e per l'apertura di una nuova rotta dal Nord Africa". "Sono state anche avviate le attività per la realizzazione di altre strutture per un totale di 160 posti", ha aggiunto Lamorgese. Bisogna rinnovare il sistema d'asilo europeo intervenendo, in ossequio all'obbligo di solidarietà, sul principio del Paese di primo approdo su cui si fonda il Regolamento di Dublino. "Il Governo spingerà in Europa per un chiarimento a livello politico ed il momento appare favorevole" ha tuonato la Lamorgese. L'aspetto volontario è quello che riguarda la rotazione dei porti. "Non le abbiamo indicate ora perché non sappiamo quanti Stati parteciperanno", ha detto Lamorgese preoccupata dallo stallo delle trattative per la revisione dell'accordo di Dublino".

Sono in calo le richieste d'asilo ed è crollata, dopo il decreto sicurezza, la percentuale dei permessi di soggiorno per protezione umanitaria, arrivata al minimo storico dell'1 per cento.

Diminuite anche le domande d'asilo che al 31 ottobre sono 30.468: il 35% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. "La protezione umanitaria, per effetto delle modifiche introdotte con il decreto legge 113/2018, è stata concessa all'1% delle posizioni esaminate".

La "tendenza all'aumento", ha aggiunto il ministro, si è registrata fin da aprile 2019, con un picco a settembre e ottobre.

Dall'inizio dell'anno al 4 novembre sono stati registrati 7.510 sbarchi 'autonomi' o 'fantasma', vale a dire migranti che arrivano autonomamente sulle coste italiane e che vengono individuati quando sono già in porto o a terra. Anzi, al Comitato ha spiegato di stare valutando eventuali integrazioni al codice di autoregolamentazione per le navi umanitarie varato tre anni fa dall'allora ministro Minniti. "Tra poco si dovrà riunire il tavolo Italia-Libia e studieremo le soluzioni necessarie". "A quel punto ho ritenuto di chiamare le ong per dare delle regole, per capire se rispettavano il codice".

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