Bianco: si fingono turisti dopo uno sbarco. In manette due iraniani

Bruno Cirelli
Novembre 7, 2019

I carabinieri della Compagnia di Bianco hanno però capito subito la messinscena, basata anche sul fatto che i due si esprimevano in inglese, sia pure stentato, e li hanno arrestati con l'accusa di possesso di documenti d'identità falsi. Gli altri migranti rintracciati dalle forze dell'ordine nell'area compresa tra i comuni di Ferruzzano e Africo sono stati accompagnati provvisoriamente, su disposizione della Prefettura di Reggio Calabria, in un centro di prima assistenza e accoglienza di Roccella Ionica, messo a disposizione dal Comune e gestito dalla Protezione civile. Sono passati solo pochi giorni dall'ultimo sbarco, quando all'una e trenta circa di ieri 5 novembre, sono ricominciati gli approdi sulla costa jonica reggina.

I cinquanta migranti, tra i quali tre donne e quindici bambini, sono giunti sulla spiaggia con una barca a vela di dieci metri. I militari non ci cascano e chiedono loro i documenti.

In seguito a controlli è emerso che i documenti erano contraffatti. I militari a quel punto hanno chiesto i documenti e hanno ricevuto un permesso di soggiorno finlandese e una carta d'identità lussemburghese: mete non troppo frequenti per due iraniani. Non sono stati trovati gli scafisti. Uno di loro, in particolare, se l'è vista brutta. Per fortuna solo tanto spavento per lui e per il macchinista: l'uomo ha riportato una contusione alla spalla. Dal Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria nel frattempo rassicurano: "Possiamo aiutarvi".

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