Gara di solidarietà per il neonato abbandonato perché malato

Barsaba Taglieri
Novembre 6, 2019

Il piccolo è nato affetto da ittiosi Arlecchino e sopravvivere in una stanza della terapia intensiva neonatale dell'ospedale Sant'Anna. Questi piccoli, superate le prime, più insidiose, settimane di vita, hanno un'attesa di vita normale, si legge sul sito specializzato Orphanet, anche se possono sviluppare una grave malattia cutanea. Dopo la denuncia dell'abbandono molte famiglie si sono fatte avanti per prendersi cura del piccino. Il problema è sicuramente dovuto al fatto che le strutture di accoglienza per bambini non sono in possesso della strumentazione atta a garantire le cure necessarie per questo tipo di patologia. E' un bimbo sveglio che sorride e ama essere portato a spasso per il reparto. Il nome deriva dai sintomi che colpiscono chi ne è affetto: la pelle diventa spessa - fino a sette volte più della norma - e rigida: la mancanza di elasticità fa sì che il corpo si ricopra di una specie di membrana lucida, che si spacca formando grandi placche dalla caratteristica forma quadrangolare, simili alle pezze che ricoprono il costume tipico della maschera di Arlecchino. La mortalità è molto alta: di solito, chi nasce con l'Ittiosi Arlecchino, muore nelle prime settimane di vita.

Somministrare sistemicamente retinoidi durante la fase più acuta (l'immediato post-partum) consente, pur senza aver debellato la patologia, di averne una sintomatologia più blanda. La causa genetica è una alterazione del gene ABCA 12 del cromosoma 2. Gli hanno voluto così tanto bene che il piccolo è sopravvissuto inaspettatamente. Sai, don Giuseppe Cottolengo ha voluto una casa proprio per quanti fanno fatica a trovarne una perché la loro situazione di vita o di salute era particolarmente difficile. "E così vogliamo continuare a fare anche noi". Lui è pronto per andare a casa anche subito se si trova una famiglia, ma tutte le richieste devono passare dall'ufficio Casa dell'Affido del Comune di Torino. Ma la malattia che lo ha colpito necessità di una assistenza continua e al momento nessuno si è fatto avanti per adottarlo e nessuna casa-famiglia riesce a farsene carico. Ora ha circa 40 mamme e papà in ospedale.

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