Pensioni: sistema in salute, ma incombe l’effetto di Quota 100

Paterniano Del Favero
Ottobre 29, 2019

Riforma pensioni ultime notizie su Quota nella Legge di Bilancio 2020: in base a quanto previsto dal programma di governo M5s Pd, o meglio da quello che non è contemplato, Quota 100 sarà riconfermata nella nuova riforma pensioni 2020 contenuta nella legge di Bilancio definitiva. Se non si può cancellare quota 100 prima della scadenza, non si può nemmeno lasciare tutto com'è oggi, con lo spettro della legge Fornero che tornerebbe a pieno regime e senza scorciatoie non appena la finestra di quota 100 scomparirà, questo il credo di Damiano che lo spinge a riproporre la sua versione di riforma.

L'ultimo studio della Ragioneria generale dello Stato sulle "tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario" mostrano come nel giro di 18 anni - tra il 2019 e il 2036 - l'introduzione di Quota 100 (almeno 62 anni di età e 38 anni di anzianità contributiva) potrebbe costare complessivamente circa 63 miliardi di euro.

"Gran parte di queste pensioni - spiega Brambilla - non sono state pagate dai contributi". Il legame delle pensioni con le aspettative di vita e le riforme degli ultimi anni, soprattutto quella della Fornero, hanno riportato in sesto il sistema che sembrava sul punto di implodere. Ma incombe l'effetto di Quota 100. Il riferimento dell'ex Ministro è a coloro che hanno già firmato patti di uscita dal lavoro con le aziende usando quota 100 nel prossimo biennio che si troverebbero senza lavoro e senza pensione se si interrompesse prima la sperimentazione della misura.

La proroga dell'opzione donna consente invece l'uscita dal lavoro a partire dai 58 anni di età (un anno in più se autonome) e con almeno 35 anni di versamenti, pur accettando il ricalcolo interamente contributivo del futuro assegno.

In attesa che i pensionati con quota 100 entrino nelle passività Inps, il rapporto tra attivi e passivi del sistema previdenziale del 2018 mette in risalto il miglior differenziale degli ultimi 22 anni. Il numero dei pensionati anno dopo anno è sceso perché i requisiti per andare in pensione sono via via aumentati sempre di più.

Ma le risorse congelate non saranno quelle necessarie ai fini dell'operatività di Quota 100, bensì i risparmi generati dall'accesso limitato a questa misura.

Dal Rapporto emerge anche un particolare che denuncia come il fenomeno dei baby pensionati abbia appesantito il sistema previdenziale.

Inoltre se dal numero di 16.004.503 pensionati, si sottraggono i titolari di assegni e pensioni sociali, pensioni di guerra e percettori di prestazioni di invalidità e indennità di accompagnamento per un totale di 3.723.945 pensionati totalmente o parzialmente assistiti e circa 280.000 delle 716.213 pensioni indennitarie, per un totale di 4 milioni, il rapporto attivi pensionati vero, cioè pensionati previdenziali su lavoratori attivi che versano i contributi, passa da 1,435 a 1,94. Se in premessa abbiamo accennato che esistono più di 650mila pensionati da 38 anni, bisogna sottolineare come ne esistono 3,5 milioni che incassano ratei di pensione da 26 anni. Dunque i lavoratori di sesso maschile possono lasciare il lavoro al raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi.

Nella nuova Legge di Bilancio 2020 pensioni via libera alla proroga Opzione donna 2020, a Quota 100 che si applica in via sperimentale fino al 2021, la pensione di garanzia per i giovani a basso reddito con carriere discontinue, interventi sui caregivers che assistono un disabile mentre non ci sarà la famosa Quota 41 per tutti, tanto amata dalla Lega di Salvini.

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