Flat Tax, si cambia di nuovo

Paterniano Del Favero
Ottobre 20, 2019

Si ricambia? Dal 2020 il regime forfettario come lo conosciamo adesso scomparirà, lasciando scorgere il ritorno di un regime dei minimi adattato.

Non c'è pace per chi ha aderito alla flat tax. Non solo. Il Governo ha definitivamente abbandonato l'estensione della flat tax con aliquota agevolata per le partite Iva con ricavi da 65 mila a 100 mila euro, che sarebbe dovuta entrare in vigore all'inizio del prossimo anno in base alla legge di bilancio 2019 targata Lega - 5 Stelle.

Infine, nuovi obblighi di fatturazione elettronica per i forfettari.

I professionisti, inoltre, dovranno aprire un conto corrente dedicato all'attività lavorativa.

Vengono rivisti i parametri del "regime dei minimi" con "limiti di spese personale 20.000 euro, limite beni strumentali 20.000 euro, regime analitico determinazione reddito, regime premiale fatturazione elettronica, esclusione se reddito maggiore di 30.000 euro".

Ma vediamo quali sono le novità, gli obblighi e i limiti che il DpB inviato a Bruxelles ha fissato, almeno nella sua attuale versione, e cosa cambia per le piccole Partite IVA.

La misura è stata presa per "limitare gli abusi della cosiddetta flat tax per le partite IVA", come si può leggere nel Documento Programmatico di Bilancio 2020. Per cui se prima il calcolo avveniva su base forfettaria in base a determinati coefficienti differenziati al codice Ateco dell'attività, ora dal 2020 anche le piccole partite IVA dovranno calcolare l'imposta del 15% sul reddito effettivamente prodotto; per cui sulla differenza tra ricavi e costi, così come avveniva nel vecchio regime dei mimini. Per ora, comunque, rimangono almeno esonerati dall'obbligo di conservazione della fatture e di tenuta dei registri contabili. Il Documento Programmatico di Bilancio motiva la nuova rivoluzione come misura necessaria per riequilibrare il regime di tassazione.

In campo c'è anche la possibile reintroduzione del limite di 30.000 euro per i lavoratori dipendenti che aprono partita IVA, misura volta ad evitare possibili fenomeni elusivi.

Sarà necessario quindi anche per le piccole partite IVA tenere un minimo di contabilità, ma a quel punto evidentemente non sarà più un regime forfettario. È questo, in sintesi, quanto annunciato dal "comunicato legge" del Mef pubblicato nella serata di ieri 14 ottobre 2019 (clicca qui per consultarlo ), che anticipa quanto previsto nel decreto - legge fiscale in procinto di essere varato dal Consiglio dei ministri, e sposta al 16 marzo 2020 il termine per il pagamento della rata del 16 novembre 2019, sabato, che slitta a lunedì 18 novembre.

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