Telecamere sul lavoro? "Non violano privacy, giusti licenziamenti"

Bruno Cirelli
Ottobre 18, 2019

Un datore di lavoro può installare delle telecamere nascoste senza avvertire i lavoratori nel caso in cui abbia fondati sospetti che i dipendenti lo stiano derubando e le perdite subìte siano ingenti. L'ha stabilito la Corte europea dei diritti umani nella sentenza definitiva emessa oggi in cui afferma che l'operazione di video sorveglianza condotta in un supermercato spagnolo non ha violato i diritti alla privacy dei lavoratori, licenziati dopo essere stati filmati mentre rubavano o aiutavano altri a farlo.

Nello specifico, si tratta di un caso che risale al 2009, quando in seguito ad alcune indagini interne, la dirigenza della catena di supermercati M. After aveva licenziato 14 dipendenti accusandoli di rubare le scorte in un punto vendita. Per scoprire i colpevoli fa allora installare delle telecamere visibili alle uscite del supermercato e alcune nascoste puntate sulle casse.

L'uso di telecamere nascoste sul posto di lavoro non rappresenta una violazione del rispetto della vita privata e famigliare del lavoratore né del diritto ad un giusto processo. Senza i video di sorveglianza sarebbe venuta meno la prova più importante, e quindi la catena avrebbe dovuto risarcire i ricorrenti.

"La sentenza della Grande Camera della Corte di Strasburgo - ha voluto chiarire il garante della Privacy, Antonello Soro - se da una parte giustifica, nel caso di specie, le telecamere nascoste, dall'altra conferma però il principio di proporzionalità come requisito essenziale di legittimazione dei controlli in ambito lavorativo".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE