Mattarella in USA: "Proteggere legame transatlantico da ogni miinaccia"

Bruno Cirelli
Ottobre 18, 2019

Uno splendido ricevimento alla Casa Bianca in onore del Presidente del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, ha sancito il successo dell'intenso summit diplomatico, economico e finanziario globale al quale hanno preso parte numerose Autorità intervenute dal nostro Paese a Washington. Trump non ha accolto l'invito, rispondendo che l'Europa è stata scorretta con Airbus e i dazi sono la giusta risposta. "Adesso pari siamo", strizzando l'occhio a un giornalista americano. Per esempio, potete vedere da questo video la difficoltà dell'ex presidente Barack Obama nel riportare il nome della moglie dell'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi o il modo in cui prova a pronunciare l'espressione italiana "patti chiari, amicizia lunga". Come era prevedibile, Donald Trump non ha risparmiato critiche al risicato budget italiano, attualmente intorno all'1,15% del Pil con poche possibilità di raggiungere entro il 2024 l'obiettivo del 2% sancito in ambito Nato. Poi ha osservato con una evidente nota di soddisfazione che l'Italia ha completato l'acquisto di 90 F35 e che il programma sta procedendo molto bene. Cosa che aveva già anticipato in passato, lasciando uno spiraglio aperto per un margine di trattativa. Un condensato di luoghi comuni e di inesattezze populiste che fanno capire (ancora una volta) quanto il ruolo di presidente degli USA sia completamente inadatto per il magnate. "L'Italia", ha aggiunto, "resta - vorrei rammentarlo - oltre che il quinto contributore della Nato, il secondo contributore di militari nelle missioni della Nato".

Di fronte all'insistenza del presidente italiano, Sergio Mattarella, che ha sollecitato un confronto "franco e costruttivo" rispetto al rischio dei dazi allo scopo di evitare una spirale ritorsiva nei rapporti commerciali internazionali, Donald Trump ha mandato un segnale di apertura: gli Usa "valuteranno attentamente" le rimostranze dell'Italia che ritiene di essere penalizzata eccessivamente dagli annunciati dazi Usa per la vicenda dei sussidi statali ad Airbus. "Noi non li vogliamo, ce li vogliono mettere".

"Spero che l'Italia aumenti le spese", ha detto il tycoon accanto a Mattarella, con un riferimento che chiaramente non è al capo dello Stato (che anzi, sul punto, ha più volte ricordato l'importanza di assicurare investimenti al settore) ma ad anni di budget ristretti e scarsa capacità programmatica, imputabile a esecutivi che precedono di gran lunga anche l'esperienza giallo-verde. "So che c'è stata corruzione che potrebbe arrivare fino al presidente Obama" ha dichiarato il presidente USA "io penso che sia stato così".

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