Beppe Grillo: "E se togliessimo il voto agli anziani?"

Bruno Cirelli
Ottobre 18, 2019

"Gli elettori sono, in larga misura, guidati dal proprio interesse personale, e l'affluenza relativamente bassa degli elettori più giovani può essere in parte causata dal sentirsi alienati da un sistema politico gestito da persone che non considerano della loro stessa natura". Sicuri che estendere il voto ai sedicenni sia poi un'idea così buona? Beppe Grillo, fondatore e garante del M5S è, invece, dell'idea di restringerlo escludendo la terza età.

Grillo cita Douglas J. Stewart, ("Disfranchise the Old", New Republic, 1970), secondo cui "il voto non dovrebbe essere un privilegio perpetuo, ma una partecipazione al continuo destino della comunità politica, sia nei suoi benefici che nei suoi rischi". Questo, però, significherebbe che un gran numero di politici - in particolare i senatori - potrebbero più recarsi alle urne.

Le parole di Grillo sono molto forti e arrivano proprio nel momento in cui è sempre più inteso il dibattito sulla possibilità di allargare il diritto di voto anche ai giovani dai 16 anni in su.

Beppe Grillo torna sul suo blog su un suo vecchio pallino: togliere il voto agli anziani. La sua proposta è quella di "privare il diritto di voto agli anziani, ovvero eliminare il diritto di voto ad una certa età (oppure dare ai genitori voti per procura per ciascuno dei loro figli a carico)".

In realtà, parlando a livello teorico (e solo a livello teorico si può parlare, dato che poi bisogna valutare ogni singolo individuo) le persone anziane sono quelle con più esperienza, quindi quelle meno influenzabili e manipolabili.

Il padre del M5s ricorda anche che "in ambito Brexit la maggior parte dei giovani ha votato chiaramente per restare in Europa".

Sicuramente ha letto attentamente il Rapporto ISTAT sull'Italia del calo demografico e delle culle vuote: troppi anziani rispetto alle giovani generazioni.

Escludere i cittadini più anziani dal diritto al voto è discriminatorio?

Per Grillo "la prima opposizione sarebbe quella della discriminazione, fondata sull'età". Infatti egli risponde sui social con questa dichiarazione: "affinché vi sia discriminazione vi deve essere un trattamento diverso tra due o più gruppi/identità basato su alcune caratteristiche arbitrarie". In questo caso, le politiche differenziate per età non dividono la popolazione in due o più gruppi, poiché tutti, alla fine, diventiamo anziani. Quindi non c'è ingiustizia. Gli anziani non sono un gruppo che può essere discriminato, come per sesso, etnie, o scelte sessuali, tutti diventiamo ugualmente anziani - osserva Grillo - Pertanto, una regola che tratta gli anziani in modo diverso dal resto della popolazione, influenzerà tutti allo stesso modo.

Dopo lo sciopero per il clima di venerdì 27 settembre, quando migliaia di ragazzi delle scuole medie e superiori si sono dimostrati controllabili dalla Greta di turno, neo Ambra dall'auricolare collegata con Soros, l'ex presidente del Consiglio Enrico Stai Sereno Letta è stato il primo a riproporre l'idea, che Walter Veltroni aveva già lanciato nel 2007 quando divenne segretario del Partito Democratico. "Con un preavviso sull'attuazione di 5 anni, ad esempio, anche gli anziani di oggi non si sentirebbero messi in castigo".

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