Siria, Erdogan: "Via i terroristi e fermo l'offensiva. Non vedo Pence"

Bruno Cirelli
Ottobre 17, 2019

I numeri, però, non sono verificabili in modo indipendente sul terreno.

Donald Trump ha deciso di inviare il suo vice Pence in Turchia per provare a risolvere l'escalation delle violenze in Siria.

Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in aula alla Camera in un'informativa urgente sul raid turco contro i curdi in Siria: "La Turchia - ha aggiunto - è il solo responsabile dell'escalation e deve sospendere immediatamente le operazioni militari".

Testimoni oculari riferiscono poi che la cittadina siriana strategica di Manbij, nel nord del paese, non è sotto il completo controllo delle forze governative siriane, come affermato in precedenza da diverse fonti di stampa. La loro avanzata è stata bloccata sul nascere dall'arrivo delle truppe di Damasco, dopo che la Coalizione internazionale anti-Isis a guida Usa aveva ufficializzato il suo ritiro, e dallo schieramento della 'polizia militare' russa come forza d'interposizione sul perimetro della città, "lungo la linea di contatto tra gli eserciti siriano e turco". In un comunicato ufficiale della Casa Bianca, il tycoon ha annunciato di aver firmato un ordine esecutivo per "imporre sanzioni contro dirigenti ed ex dirigenti del governo turco e qualsiasi persona che contribuisca alle azioni destabilizzanti della Turchia nel nordest della Siria".

La notizia non ha certo rasserenato l'arrogante sultano di Ankara convinto di avere lui le carte in mano e dirigere il tavolo del gioco. Il colloquio si è concentrato sulla situazione in Siria e Putin ha invitato a Mosca Erdogan, che ha accettato e si recherà nella capitale russa "entro pochi giorni". "Il capo dello stato ritiene inammissibile consentire a miliziani di organizzazioni terroristiche, tra cui lo Stato islamico, che sono sorvegliati dalle unità armate curde, di sfruttare questa situazione", ha osservato il Cremlino.

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