Catalogna, l'appello di Pep Guardiola per "Tsunami Democratic"

Rufina Vignone
Ottobre 17, 2019

Non usa giri di parole Pep Guardiola per commentare la decisione della Suprema Corte spagnola, che nelle scorse ore ha giudicato meritevoli di pena detentiva (dai 9 ai 13 anni) tutti i leader politici separatisti che due anni fa a seguito del referendum d'indipendenza si assunsero la responsabilità della gestione del governo catalano. E' inaccettabile nel ventunesimo secolo.

"La sentenza della Corte Suprema - ha detto Guardiola - è un attacco diretto ai diritti umani". La Spagna sta vivendo una deriva autoritaria facendo si che una legge antiterrorismo si utilizzi per perseguitare i dissidenti politici, includendo gli artisti perché esercitano la propria libertà di espressione. Né il governo di Pedro Sanchez né alcun altro governo spagnolo ha avuto il coraggio di affrontare questo conflitto attraverso il dialogo e il rispetto, hanno scelto invece la repressione come unica risposta. Il diritto di manifestare, il diritto alla libertà di espressione.

"L'indipendentismo è un movimento trasversale e di base, inclusivo e con una lunga storia, che si basa sulla volontà di autogoverno dei catalani". Non è xenofobo, ma è un movimento che basa la sua forza sul riconoscimento del pluralismo e le diversità culturali. Una lotta non violenta. Chiediamo una soluzione politica e democratica al governo spagnolo. Chiediamo alla società civile internazionale che faccia pressione sui governi per intervenire in questo conflitto e trovare soluzioni politiche e democratiche. Lanciamo un appello alla comunità internazionale affinché prenda una posizione chiara per una risoluzione del conflitto, basata su dialogo e rispetto.

E conclude: "Lo ripetiamo, in questo contesto c'è solo una strada: sedersi e parlare".

Il Barcellona ha pubblicato un comunicato contro le condanne emesse nei confronti dei leader indipendentisti catalani: "I conflitti sulla questione-Catalogna possono essere risolti soltanto per mezzo del dialogo politico". "Orgoglioso di essere parte di questa società".

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