Vaticano, Gianluca Gauzzi Broccoletti nuovo Capo Gendarmeria

Bruno Cirelli
Ottobre 16, 2019

Il primo ottobre un Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede informa di una indagine aperta riguardo "operazioni finanziarie compiute nel tempo", partite dalle denunce presentate dallo Ior, l'Istituto per le Opere di Religione e dall'Ufficio del Revisore Generale e rende noto che "presso alcuni Uffici della I Sezione della Segreteria di Stato e dell'Autorità di Informazione Finanziaria dello Stato", l'Aif, sono state eseguite "attività di acquisizione di documenti e apparati elettronici". Il Vaticano ha confermato nel pomeriggio di avere accettato le dimissioni di Giani, nonostante il comandante "non abbia una responsabilità soggettiva nella vicenda". Giani, classe 1962, ex membro dei servizi segreti italiani, dal 12 gennaio 1999 entra a far parte dell'allora Corpo di Vigilanza dello Stato della Città del Vaticano e ne viene nominato vice ispettore generale vicario.

Nel 2010 - si legge nel comunicato - è stato trasferito al Centro Operativo di Sicurezza, avanzando gradualmente nelle responsabilità e nei corrispondenti livelli fino a raggiungere la qualifica di Dirigente nel 2017 e di Vice Direttore e Vice Comandante nel 2018.

Ha accompagnato il Pontefice in numerosi Viaggi Apostolici e nelle Visite Pastorali in Italia e nel mondo. Il futuro di Giani a capo della Gendarmeria è quindi segnato e rassegna le dimissioni nelle mani del Pontefice.

In 20 anni alla Gendarmeria ha servito tre Pontefici.

Gli eventi recentemente accaduti hanno generato un grave dolore al Santo Padre e questo mi ha profondamente colpito. "Sono trascorsi 15 giorni dalla pubblicazione del documento che era stato inoltrato ad uso interno esclusivamente per Gendarmi e Guardie Svizzere".

Non si tratta di lavare in casa i panni sporchi, come si diceva una volta, ma di agire con buon senso e magari con sensum ecclesiae. Giani ha sottolineato "provato vergogna per quanto accaduto e per la sofferenza arrecata a queste persone".

Certo, la logica poliziesca dello "sbatti il mostro in prima pagina" che di evangelico non ha nulla e alla quale i processi vaticani si sono inevitabilmente prestati, ma anche altre scelte del comandante della Gendarmeria hanno contribuito a questo epilogo, a cominciare dall'approvvigionamento delle armi (comprese le famigerate pistole elettriche) e degli apparati per carpire le conversazioni telefoniche e ambientali. "In questi anni ho speso tutte le mie energie per assicurare il servizio che mi era stato affidato". Ho avvertito sempre, in questi incontri, l' umana sofferenza del Santo Padre nella decisione condivisa.

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