Siria, l’ultimatum di Erdogan: "Sostenete i nostri sforzi o accettate i rifugiati"

Bruno Cirelli
Ottobre 16, 2019

Giuristi democratici: "Intervenga Onu"Il mondo sta assistendo, quasi impassibile, a un autentico crimine di guerra su vasta scala perpetrato dalla Turchia nei confronti della popolazione curda della Siria nord-orientale, che ha concorso con sacrifici di molte vite umane alla sconfitta del califfato Isis". E' la scoperta dell'acqua calda.

"I flussi di rifugiati siriani, la violenza e l'instabilità ci hanno spinto ai limiti della nostra tolleranza", scrive il presidente turco. All'indomani dell'annunciata intesa tra Bashar al Assad e i curdi per frenare l'incursione turca nel nord-est della Siria, Recep Tayyip Erdogan non si ferma e mette Kobane nel mirino.

"Ci assicureremo che nessun combattente dell'Isis lasci il nord-est della Siria - ha affermato Erdogan che ha lanciato anche una pesante accusa contro l'Europa -".

Non vi è quindi alcuna azione pratica, ad esempio creando una zona interdetta al volo com'era stato per i curdi dell'Iraq al fine di salvarli dagli attacchi di Saddam Hussein, cosa che sarebbe del tutto fattibile se davvero a Bruxelles avessero a cuore le sorti della povera gente. Nell'area potrebbero però giungere nelle prossime ore le forze armate di Damasco, cui i curdi hanno chiesto protezione da Ankara.

Nelle intenzioni di Ankara si vuole "ripulire" la regione dalle milizie Ypg, le Unità di difesa del popolo considerate dal governo turco un gruppo terroristico. Erdogan aveva precisato il 14 ottobre che almeno 500 di questi combattenti erano stati uccisi.

La Casa Bianca ha anche imposto sanzioni contro tre alti funzionari turchi.

L'operazione turca non dovrebbe avere problemi ad Ayn al-Arab.

La Turchia non demorde e rilancia la propria offensiva in territorio siriano, nonostante le truppe di Assad siano ormai pronte allo scontro.

"L'Italia non si volta dall'altra parte", ha concluso.

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