I risultati delle elezioni presidenziali in Tunisia

Bruno Cirelli
Ottobre 16, 2019

Kaïs Saïed ha 61 anni, è un professore di diritto costituzionale e si era presentato alle elezioni da indipendente.

Secondo gli exit poll Saied ha battuto il magnate tv Nabil Karoui, con un netto margine di vantaggio, conquistando il 72%.

La campagna elettorale è stata vissuta dal popolo tunisino in un clima confuso e molto condizionato dalle vicissitudini giudiziarie di Nabil Karoui; l'aspetto politico della "sfida", basato su programmi ed obiettivi, è stato spesso preso di sopravvento da quello giuridico, a causa della detenzione di Karoui accusato di riciclaggio di denaro e di evasione fiscale, arrestato ed imprigionato il 23 agosto e rilasciato mercoledì 9 ottobre, che tuttavia non gli ha impedito di qualificarsi per il secondo turno.

Outdsider della politica, sostenuto sia dalla sinistra che dagli islamisti, Saied non ha speso praticamente nulla per la sua campagna, ma ha chiesto di rifare la politica tunisina introducendo una forma sperimentale di democrazia diretta.

Allo stesso tempo, le sue posizioni ultra-conservatrici su temi come pena di morte, uguaglianza di genere e depenalizzazione dell'omosessualita' gli sono valse le simpatie di ex-elettori del partito islamista Ennadha. Fa della legge il suo baluardo Saied, punta invece sulla lotta alla povertà Karoui. Basti dire che metà dei suoi elettori si riconoscono solo in lui (...) In effetti, Saied ha creato con i suoi mezzi, piccole cose, se non l'essenziale, vale a dire ciò che incarna come fiducia, rigore morale, patriottismo, attaccamento al paese e desiderio incrollabile di aiutare i giovani: disoccupati laureati, poveri o disoccupati disperati da anni di vana attesa e delusi da tutti gli altri attori politici e da tutti i partiti. La percentuale di votanti, superiore al primo turno, si e confermata piuttosto bassa e inoltre vi è da registrare una significativa presenza di schede bianche, sintomo di un malessere piuttosto diffuso nella società civile tunisina che non ha trovato in nessuno dei due candidati un riferimento. Prima prova l'affidamento dell'incarico al nuovo premier, che dovrà faticare non poco a mettere insieme il mosaico diversificato di forze politiche che compone il parlamento tunisino determinato dalle ultime elezioni legislative, per raggiungere una maggioranza stabile che consenta di portare avanti le riforme di cui il Paese ha bisogno.

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