Clamoroso: l' Uefa pensa a Roma per la finale Champions 2020

Rufina Vignone
Ottobre 16, 2019

Lo ha detto Michele Uva, vicepresidente Uefa, a Radio anch'io Sport, circa la possibilità che, in seguito all'invasione della Siria, sia revocata la scelta di Istanbul per disputare la finale di Champions del 30 maggio. Il saluto militare dei giocatori turchi dopo la vittoria con l'Albania potrebbe avere ripercussioni? "Secondo l'avvocato di diritto sportivo Thierry Granturco, interpellato da Le Parisien, la nazionale turca per il gesto dei suoi giocatoria può incorrere in una multa salata", per quanto accaduto a Parigi, ma non "andare incontro a penalizzazioni", nella classifica del Girone di qualificazione a Euro 2020.

Il leghista Daniele Belotti ha scritto al Presidente della Camera Roberto Fico, affinchè l'Italia prenda posizione e chieda lo spostamento della finale di Champions da Istanbul a un'altra località, visto che il governo turco ha attuato un'offensiva militare contro i curdi.

È vero, è una cosa minima, piccola, infinitamente minima rispetto allo scempio che si sta compiendo sotto gli occhi del mondo ogni giorno ma la proposta di non giocare la finale di Champions League a Istanbul è un atto significativo da parte di chi (la Uefa) concede l'ennesimo palcoscenico di normalizzazione a un Erdogan che merita di essere dimenticato il più in fretta possibile. Certi gesti sono assolutamente da biasimare, dipende molto non solo dai referti del delegato Uefa e dell'arbitro, ma chiaramente dalle immagini televisive e fotografiche. Tuttavia, su Change.org avviata una petizione contro la disputa della Finale di Champions a Istanbul e su Twitter sono in molti a sostenere la causa. Ci sono regole precise da rispettare la cui violazione prevede indagini suppletive ed eventuali sanzioni.

Michele Uva ha voluto separare l'aspetto politico da quello sportivo: "Stiamo parlando di due cose completamente diverse. È chiaro che con il comitato esecutivo valuteremo le sanzioni ma mi sembra prematuro parlarne". "Per questi motivi l'influenza mediatica, economica e culturale di una manifestazione come la Champions League non può essere collegata a questa guerra, perpetuata nei confronti del popolo curdo".

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