Pompei, il meraviglioso affresco dei gladiatori

Ausiliatrice Cristiano
Ottobre 15, 2019

Una vera "fotografia" della tragicità e della violenza del combattimento. Grazie a un uso virtuoso dei fondi messi a disposizione dal Grande Progetto Pompei per la messa in sicurezza e rimodulazione dei fronti di scavo, il parco archeologico conosce quella che alcuni definiscono 'la sua seconda vita'. L'affresco misura circa 1,12 metri per 1,5 metri, ha una forma trapezioidale ed è stato rinvenuto nell'area alle spalle dell'incrocio tra il Vicolo dei Balconi e il Vicolo delle Nozze d'Argento. "La lotta si compone su uno sfondo bianco, delimitato su tre lati da una fascia rossa".

Il guerriero a sinistra è un "Mirmillone" della categoria degli "Scutati", il classico "peso massimo" dotato di "artiglieria pesante": impugna l'arma di offesa, il gladium (la tipica spada corta) e un grande scudo rettangolare (scutum) e veste un elmo a tesa larga dotato di visiera con pennacchi (cimiero). L'altro, che soccombe all'attacco, è un "Trace".

L'altro gladiatore, in posizione soccombente e con lo scudo a terra, è un Trace della categoria dei Parmularii, con elmo (galea) a tesa larga e ampia visiera a protezione del volto, sormontato da un alto cimiero. Si pensa che faccia parte di un ciclo di affreschi collocato in un ambiente frequentato da gladiatori e che in origine fosse collocato nel sottoscala di una bottega. Sopra la pittura s'intravede l'impronta della scala lignea. Molto probabilmente decorava un ambiente frequentato da gladiatori, forse una bettola dotata di un piano superiore, destinato ad alloggio dei proprietari dell'esercizio commerciale o come di frequente, soprattutto vista la presenza di gladiatori, destinato alle prostitute'. Ma questa è ancora una ipotesi.

"Il sito archeologico di Pompei, fino a qualche anno fa, era conosciuto nel mondo per la sua immagine negativa a causa dei crolli, degli scioperi e delle file dei turisti sotto il sole". Oggi può essere visto come una storia di riscatto.

"Oggi - prosegue Franceschini - Pompei è un sito accogliente, un luogo in cui si è tornati a fare ricerca".

Entusiasta del ritrovamento il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini: "Pompei è una miniera inesauribile di ricerca e di conoscenza per gli archeologi di oggi e del futuro".

"È molto probabile che questo luogo fosse frequentato da gladiatori". "Siamo nella Regio V, non lontani dalla caserma, da dove provengono il numero più alto di iscrizioni graffite riferite a questo mondo". Di particolare interesse è la realistica rappresentazione delle ferite. Non si sa quale sia l'esito finale di quel combattimento, ma in questo caso, c'è un gesto singolare che il combattente ferito fa con la mano, probabilmente per chiedere venia e implorare la propria salvezza.

Osanna ha spiegato come funzionavo i combattimenti a quei tempi: "Si poteva morire o avere la grazia".

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