Francia e Germania bloccano la vendita di armi alla Turchia

Bruno Cirelli
Ottobre 15, 2019

Migliaia i curdi in fuga dai territori bersagliati dagli attacchi dell'esercito turco e dai bombardamenti.

La Germania ha deciso di fermare le vendita di armi alla Turchia. Proseguono, infatti, per il quarto giorno consecutivo le operazioni militari della Turchia nel nord della Siria. Nel 2018 le esportazioni tedesche di armi in Turchia ammontavano a 243 milioni di euro, ovvero un terzo del totale delle esportazioni di armi.

La Germania smette di vendere armi alla Turchia: lo ha dichiarato il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas al Bild am Sonntag. Ahmed Aboul Gheit, segretario generale della Lega Araba (organizzazione internazionale degli stati del Nord-Africa e della penisola araba) ha definito l'azione militare turca nel Nord-est della Siria come un'invasione e un'aggressione alla sovranità di uno stato arabo.

Intanto, l'Osservatorio siriano per i diritti umani riferisce che almeno 10 civili sono stati uccisi nei bombardamenti turchi nel nord-est della Siria.

Lo stesso 12 ottobre, da Napoli, il titolare della Farnesina Luigi Di Maio ha annunciato: lunedì, al Consiglio dei ministri degli affari esteri in Lussemburgo, "chiederemo che tutta l'Unione Europea blocchi la vendita delle armi alla Turchia".

"Sullo sfondo dell'offensiva militare turca ..., il governo federale non rilascerà alcun nuovo permesso per tutte le attrezzature militari che potrebbero essere utilizzate dalla Turchia in Siria". "E chiunque non smetta di esportarvi armi è complice della violazione del diritto internazionale da parte di Ankara".

Nel 2019, la Turchia ha ricevuto armi dalla Germania per un valore di 184 milioni di euro, rendendolo il più grande paese destinatario.

Ma l'offensiva di Ankara non preoccupa solo la Siria: i ministri degli Esteri della Paesi della Lega Araba, dopo una riunione di emergenza, hanno rilasciato un documento dove condannano l'offensiva turca e la definiscono "una minaccia per la sicurezza nazionale araba".

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