Vieri amaro: "Io e Ronaldo insieme in campo, un sogno mai sbocciato"

Rufina Vignone
Ottobre 13, 2019

Per entrambi il responsabile della sconfitta è, senza troppi giri di parole, l'allenatore dell'epoca, Hector Cuper, con il quale né Vieri né Ronaldo hanno avuto un buon rapporto: "E' vero, ci sono stati grossi errori individuali, ma quella volta abbiamo sbagliato formazione, con un giocatore in più a centrocampo - ha ribadito Ronaldo -". Non so se con lo scudetto avrei cambiato idea, immaginavo che Moratti lo avrebbe allontanato ma non fu così. Ma era altruista, giocava per i compagni. Ma ero arrivato a un punto in cui non riuscivo ad andare avanti con Cuper, il suo comportamento non mi piaceva. Il mio orgoglio mi portò lontano da Milano, che iniziò a odiarmi dopo avermi tanto amato. "Quest'anno c'è grande entusiasmo per l'Inter, speriamo possa vincere qualcosa". A Moratti voglio comunque un bene dell'anima: per me è stato come un papà. L'infortunio? Subito mi resi conto che il ginocchio aveva ceduto, la rotula tendeva a salire su. "Poi c'è anche il Napoli, sono 3 squadre che si giocheranno il campionato". Ho dovuto trovare dentro di me tutto l'amore per il calcio, un amore che non sapevo nemmeno io di avere. "Una delle più grandi delusioni della mia vita". "Credo che i metodi di allenamento di prima mi abbiano condizionato, mi facevano allenare con esercizi che non mi servivano, avevo bisogno di altre cose".

In collegamento video con il Festival dello Sport in corso di svolgimento a Trento, Ronaldo, il fenomeno brasiliano ex Inter e Real Madrid ha rilasciato alcune dichiarazioni alla platea. E alla fine è nata un'amicizia vera, cosa difficile quando ci sono due primedonne come noi. Ma io mi sono messo sotto, lui era il capo e mi trovavo bene perché era il più forte.

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