Epidemia di morbillo nel Congo: 4mila morti, quasi tutti bambini

Barsaba Taglieri
Ottobre 11, 2019

Dal gennaio scorso un'epidemia di morbillo ha ucciso in Congo 4096 persone e secondo i dati di Unicef il 90% dei morti sono bambini sotto ai 5 anni. Il 90% delle vittime sono bambini sotto i 5 anni. Il numero dei casi è triplicato nel 2019 rispetto al 2018. Sono questi alcuni numeri della "più grande epidemia al mondo di morbillo" in corso nella Repubblica Democratica del Congo.

Con un'intesa con i Governi, si sta cercando di accelerare le vaccinazioni da fare su i bambini contro il morbillo e nello stesso momento sta mettendo in condizione alle cliniche mediche di trattare i sintomi in modo migliore per così migliorare e far aumentare la percentuale di sopravvivenza per tutti quelli che sono stati già colpiti dalla malattia.

Queste le parole di Edouard Beigbeder, rappresentante Unicef in Repubblica Democratica del Congo: "Stiamo combattendo l'epidemia di morbillo su due fronti: prevenendo i contagi e prevenendo le morti". Nei prossimi giorni saranno distribuiti oltre mille kit medici. I kit contengono antibiotici, sali per la disidratazione, Vitamina A, antidolorifici, antipiretici e altri aiuti per colpire questa malattia altamente contagiosa e potenzialmente letale. Nell'ultimo anno gli sforzi non sono mancati: l'Unicef ha fornito 8,6 milioni di dosi di vaccino anti-morbillo, in particolare in otto province particolarmente colpite, dove ha vaccinato quasi un milione e mezzo di bambini. In Repubblica Democratica del Congo, la copertura vaccinale per il morbillo nel 2018 è stata solo del 57%. "Inoltre, un sistema sanitario debole, l'insicurezza, la diffidenza delle comunità verso i vaccini e gli operatori che li somministrano e le difficoltà a livello logistico hanno contribuito a creare un elevato numero di bambini non vaccinati e a rischio di contrarre la malattia".

Nella Repubblica Democratica del Congo, per assicurare protezione e prevenire epidemie, circa il 95% della popolazione deve essere vaccinata.

"Se nel futuro vogliamo evitare epidemie di morbillo di massa come questa dobbiamo investire significativamente per rafforzare i programmi di vaccinazione nazionale della Repubblica Democratica del Congo e colmare le gravi lacune della copertura", ha concluso Beigbeder.

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