Dieta giapponese migliore alternativa per la salute alla Mediterranea

Barsaba Taglieri
Ottobre 11, 2019

Si dice che la dieta giapponese possa sostituire la dieta mediterranea per quanto riguarda l'aspetto della salute, dimostrando che ha la capacità di ridurre il rischio di insorgenza del tumore alla prostata. Non per nulla la persona più anziana al mondo, con i suoi 116 anni, è la giapponese Kane Tanaka.

Bisogna sottolineare che entrambi i regimi alimentari hanno tassi di riduzione di rischio di determinate malattie: per l'ictus è del 25% per la dieta mediterranea e del 22% per quella giapponese; per i tumori è del 35% per la mediterranea e del 27% per la giapponese, per il Morbo di Parkinson è del 46% per la mediterranea e del 50% per quella giapponese. La dieta giapponese gioca un ruolo?

La dieta giapponese ha effetti positivi sulla riduzione dell rischio di tumore prostatico. Stando a uno studio del Children's Hospital Medical Center di Cincinnati, pubblicato su Biology and Reproduction, tale alimentazione contribuirebbe (grazie al consumo di soia) a bloccare l'ormone maschile Dht, collegato a ipertrofia e tumori prostatici.

Non a caso, al pari della nostra dieta mediterranea, anche quella giapponese è considerata patrimonio dell'umanità, ma perché fa bene? Ma cosa rende la dieta giapponese benefica per la salute e cosa la differenzia rispetto alla nostra?

In programma oggi a Roma il convegno "Dieta giapponese e prevenzione oncologica", organizzato da MA Provider con il contributo non condizionato di Astellas. Anzitutto, la dieta giapponese è ricca di cibi come tofu, edamame, germogli di soia, caratterizzati da estrogeni deboli, cioè sostanze di derivazione naturale con una debole attività estrogenica; l'assunzione fin dall'infanzia di cibi con estrogeni deboli genera un'azione protettiva sul tumore della prostata. Il fatto che si tratti di una dieta povera di grassi saturi aiuta anche a contrastare le problematiche di tipo cardiovascolare. Ha poi specificato che, in maniera parallela, le scelte che si fanno quando ci si mette a tavola hanno un impatto concreto sull'espressione genetica.

Il Dottor Marco Silano, responsabile dell'Unità Operativa Alimentazione, Nutrizione e Salute dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), ha commentato le percentuali sopra ricordate facendo presente che, da diverso tempo ormai, la scienza dà per assodata l'esistenza di un rapporto di correlazione tra il patrimonio genetico e le caratteristiche della dieta. Quindi, l'effetto protettivo della dieta mediterranea e di quella giapponese deriva dal fatto che sono fortemente radicate nella storia dei popoli: "Proprio come avviene nella nostra dieta mediterranea - prosegue Silano - anche in Giappone gli alimenti sono prodotti che hanno un forte legame con il territorio e le ricette tipiche richiedono elaborazioni lunghe e complesse".

Ma allora se noi italiani iniziassimo a mangiare giapponese, potremmo godere degli stessi benefici?

È un pareggio: sane entrambe perché povere di grassi saturi, la dieta nipponica così come quella mediterranea è una dieta sana e ottima per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e non solo.

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