Trump dà il permesso ad Erdogan di massacrare i Curdi

Bruno Cirelli
Ottobre 9, 2019

"Nessun ritiro delle truppe Usa dalla Siria" ha detto un funzionario dell'amministrazione Trump in una conference call con i reporter.

Nelle ore in cui si prepara a sferrare una offensiva nel nord della Siria, con l'obiettivo di spazzare via i curdi dall'area, Ankara trova il tempo di dedicarsi al sindaco di Berceto, in provincia di Parma, reo, a dire del governo turco voluto dal presidente Recep Tayyp Erdogan, di aver concesso la cittadinanza a Abdullah Ocalan, fondatore e capo del partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) detenuto da anni nell'isola prigione turca di Imrali. Saranno quindi dispiegati in altre basi. Con una decisione improvvisa, ha annunciato la fine della protezione americana nei confronti dei curdi, una mossa con molte conseguenze potenzialmente disastrose, sia per la reputazione degli Stati Uniti agli occhi dei propri alleati, sia per il rischio di un ritorno dell'ISIS in Siria. "Ed è quello che è successo", ha aggiunto il Vice Ministro degli Esteri siriano. "Sin dall'inizio, a partire dalla resistenza di Kobane, l'Italia come Stato, come governo e come popolazione ci ha mandato tantissimi aiuti, è stato uno dei Paesi che ci ha dato il maggiore supporto - racconta Issa - Per questo motivo abbiamo chiesto ai parlamentari italiani di prendere una posizione concreta contro le minacce dello Stato turco" e ci è sembrato che le posizioni espresse "coincidono con i nostri interessi e le nostre idee di democrazia".

"Se la Turchia interverrà sul nostro territorio sarà un tradimento". E l'operazione potrebbe iniziare in qualsiasi momento. "Contribuiremo a portare sicurezza, pace e stabilità alla Siria".

Dopo aver sfruttato le milizie curde per sconfiggere l'Isis in Siria, ora gli americani le lasciano al loro destino alla mercé dei turchi. Erdogan vorrebbe portarvi 2 milioni di rifugiati siriani dalla Turchia, ma per farlo - ha spiegato - occorrerà arrivare fino a Raqqa e Deir ez-Zor, ben oltre i 30 km previsti inizialmente dalla 'safe zone' inizialmente concordata con gli Usa.

Colpi di artiglieria al confine Secondo la Sanaa, l'agenzia governativa di Damasco, l'artiglieria turca ha colpito nella notte la regione nord-orientale siriana al confine con l'Iraq.

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