Indagine sul matrimonio trash a Napoli, il sindaco: "Vicenda surreale"

Ausiliatrice Cristiano
Ottobre 9, 2019

L'amministrazione comunale di Napoli aveva preso le distanze da quanto accaduto, sostenendo di aver concesso semplicemente un'autorizzazione per un flash mob in piazza. La polizia municipale di Napoli aveva aperto le indagini visionando i video pubblicati sui social network. Due giorni dopo, in occasione delle nozze, è stato anche organizzato un corteo con carrozze, cavalli e giocolieri.

La procura di Napoli starebbe indagando sul concerto che il neomelodico Tony Colombo tenne in piazza del Plebiscito alla vigilia del suo matrimonio.

In studio a Pomeriggio 5 da Barbara D'Urso, ecco Tony Colombo con la moglie Tina Rispoli. "Io ho fatto solo una sorpresa a Tina in piazza del Plebiscito".

I magistrati, come riporta Adnkronos, hanno sequestrato alcuni atti che dimostrerebbero la disponibilità di piazza del Plebiscito dalle 18.30 alle 23, circostanza che per l'accusa "escludeva implicitamente la natura estemporanea dell'evento". Questo avrebbe procurato a Tony Colombo "un ingiusto vantaggio patrimoniale" potendo svolgere una manifestazione musicale senza le autorizzazioni imposte dalla legge. Le nozze trash sono state immediatamente al centro di un acceso dibattito, e adesso sembra che siano anche oggetto di indagine. Gli agenti della municipale, in particolare, avrebbero dovuto fermare quel "flash mob" rivelatosi un concerto, ma non lo fecero.

"In questa vicenda surreale sono estraneo e danneggiato". "Sono convinto che gli indagati evidenzieranno la correttezza del loro operato a dimostrazione della trasparenza e della legalità con cui il Comune ha sempre lavorato in questi otto anni- dichiara il sindaco - Non parlerò più di Colombo e dintorni per non dare risalto mediatico a chi intende buttare fango anche sulla mia persona, come questa squallida storia ha già dimostrato". Oltre al cantante sono coinvolti anche il fratello del sindaco di Napoli, Claudio de Magistris, due ufficiali della polizia Municipale (il capitano dell'Unità operativa di Chiaia Sabina Pagnano e Giovanni D'Ambrosio), i tre vigili urbani di pattuglia quella sera, una staffista della segreteria del sindaco e una dipendente comunale.

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