Ergastolo ostativo, la Cedu: "L’Italia riveda la legge"

Bruno Cirelli
Ottobre 9, 2019

Se la Corte europea fosse intervenuta prima della sua morte, quanto meno l'ultimo periodo di sofferenza disumana Provenzano se lo sarebbe evitato probabilmente. Per Pugiotto "sono prese di posizione chiaramente mirate a esercitare pressioni sul panel dei 5 giudici europei alla vigilia della loro odierna, coerente e scontata decisione". La sentenza Viola del 13 giugno scorso non faceva altro che applicare al caso italiano una giurisprudenza consolidatissima che considera contraria all'articolo 3 della Cedu una pena perpetua priva di concrete prospettive di liberazione del detenuto, alla luce del suo percorso educativo.

Marcello Viola, condannato a quattro ergastoli per omicidi plurimi, occultamento di cadavere, sequestro di persona e detenzione di armi, in base all'articolo 4 bis dell'ordinamento penitenziario Viola non può accedere all'assegnazione, al lavoro all'esterno, ai permessi premio, e alle misure alternative alla detenzione, visto che non ha offerto alcuna collaborazione. Secondo Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, non si tratta di una sconfitta per la giustizia: "È una sentenza che c'era già stata a giugno scorso e questa è solo una conferma, dovevamo aspettarcelo".

REGGIO CALABRIA L'ergastolo "duro" è incompatibile con la Convenzione europea dei diritti umani.

"Desta preoccupazione la sentenza della Grande Chambre che, dichiarando inammissibile il ricorso dello Stato italiano, rende ormai definitiva la decisione Cedu sul cosiddetto ergastolo ostativo - dice Maria Falcone - Le mafie italiane hanno peculiarità tali da aver indotto il legislatore ad adottare normative come quella che nega i benefici agli ergastolani per reati di mafia che non collaborino con la giustizia". Non a caso - ha fatto notare il procuratore della Dna, Nino Di Matteo, convinto sostenitore della necessità della norma - proprio l'attenuazione di 41 bis e ergastolo ostativo "come provato da dichiarazioni concordanti di collaboratori di giustizia e da intercettazioni erano i punti principali del cosiddetto 'papello' di richieste che Totò Riina fece avere allo Stato subito dopo la strage di Capaci". Quella della Corte europea dei diritti dell'uomo, dunque, secondo l'avvocato Di Gregorio, è "una decisione senza dubbio giusta, anche perché non mi risulta che, nonostante il governo nuovo, abbiano abrogato la funzione rieducativa della pena dalla Costituzione".

L'Italia deve riformare la legge sull'ergastolo duro. Il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, "nell'immediato l'ergastolo ostativo non viene derubricato ma questa sentenza permetterà a tanti altri ergastolani di poter adire le vie legali ottenendo prevedibilmente ragione". La prima rigurda il fatto che "la sentenza definitiva segnala nell'ergastolo ostativo un problema strutturale nel nostro ordinamento penitenziario, invitando l'Italia a porvi rimedio attraverso una sua riforma 'di preferenza di iniziativa legislativa'". Non comprendono la virulenza, la rilevanza, di questi soggetti.

LA BESTIA NERA DEI CLAN Messo a punto e codificato negli anni delle stragi di mafia, insieme al 41bis, l'ergastolo ostativo è sempre stato l'incubo dei clan perché recide alla radice la possibilità di contatto fra il condannato per mafia e l'organizzazione. Qui in Italia abbiamo visto i corpi senza vita, abbiamo sentito esplodere le bombe, abbiamo ricevuto minacce e ancora oggi ci sono centinaia di imprenditori onesti che ne ricevono. "Lo Stato combatte contro il tritolo lanciando margherite". "Per quanto riguarda me e la Lega il carcere a vita per i peggiori delinquenti non si tocca". Qui in Italia piangiamo ancora i nostri eroi, le nostre vittime, e ora dovremmo pensare a tutelare i diritti dei loro carnefici?

Secondo Morra, "si è offesa la memoria di uomini come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Carlo Alberto dalla Chiesa, i giudici Scopelliti e Rosario Livatino e tanti uomini delle forze dell'ordine". "Diversamente i molti ricorsi siamesi pendenti a Strasburgo e promossi da altri ergastolani ostativi saranno certamente accolti e l'Italia subira' ripetute condanne per non avere adempiuto all'obbligo di rispettare una delle norme chiave della Cedu".

"Ci vuole una soluzione che non vanifichi anni di lotta alla mafia e che sappia contemperare i diritti con la sicurezza dei cittadini".

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