È morto Ginger Baker, il leggendario batterista dei Cream

Ausiliatrice Cristiano
Ottobre 8, 2019

Baker era stato ricoverato qualche settimana fa in un ospedale inglese per le complicazioni di una lunga malattia.

Lutto nel mondo della musica, è morto Ginger Baker, batterista dei Cream, considerato come uno degli artisti più influenti della storia recente della musica.

Il musicista aveva avuto non pochi problemi di salute in questi ultimi anni ed evidentemente la situazione nei giorni scorsi era precipitando, costringendo l'uomo al ricovero d'urgenza in ospedale e alla comunicazione della famiglia. E infatti la band pubblicò un solo album e durò un anno. Musicalmente parlando, Ginger Baker aveva una tecnica raffinata e una solida preparazione jazzistica. Aveva iniziato molto presto a suonare la batteria, in particolare con un repertorio jazz. Un'intervento a cuore aperto ricevuto nel 2016 sembrava aver ristabilito parzialmente le condizioni di Baker. Un esempio classico è la canzone Toad, che qui vi riproponiamo, da lui scritta e inserita nel primo album del trio nel 1966. Non sono state fornite al momento indicazioni sui funerali.

Durante la prima metà degli anni Ottanta Baker lascò la scena musicale e si rifugiò in una fattoria in Toscana, vicino al paese di Larciano (Pistoia).

Nel 2005 era tornato sul palco insieme a Clapton e Bruce per una serie di concerti tra Londra e New York. Bulger, da fan, era andato con devozione a cercarlo nel ranch del Sud Africa dove si era ritirato. Soprattutto per i fan di una certa generazione, Ginger Baker è il sinonimo di virtuosismo ritmico. Baker approcciava il rock applicando i concetti dei grandi del jazz, dal batterista di Coltrane Elvin Jones a Tony Williams (i suoi idoli insieme a Philly Joe Jones), svincolando, proprio come nella musica afro-americana, la batteria da un ruolo di puro accompagnamento.

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