Allarme sentenza Cedu. Di Giacomo: "Mafiosi, ergastolani, assassini presto fuori dal carcere"

Bruno Cirelli
Ottobre 8, 2019

I detenuti in regime di ergastolo ostativo, nel nostro Paese sono poco meno di un migliaio: perlopiù mafiosi ed ex brigatisti, ma anche condannati per reati legati al traffico di droga, pedopornografia e prostituzione minorile. Contro questa decisione (che provocherebbe nuovi ricorsi dei molti ergastolani impossibilitati a chiedere i benefici, e probabili risarcimenti da pagare da parte dello Stato), il governo italiano aveva presentato ricorso chiedendo che a pronunciarsi fosse la Grande Camera della Cedu, ossia la sua più alta espressione. E' quanto scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Commissione antimafia, Nicola Morra, in merito alla decisione che assumerà oggi la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo sul cosiddetto ergastolo ostativo.

"Uno degli strumenti a disposizione della giustizia italiana - conclude - è quello dell'ergastolo ostativo". La richiesta di riforma è arrivata dalla Corte nel giugno scorso, a seguito del ricorso presentato dall'ergastolano di mafia Marcello Viola.

L'ergastolo ostativo è 'riservato' ai condannati a vita per reati di mafia e terrorismo che non collaborano con la giustizia.

Il timore concreto, e lo sottolinea lo stesso Morra, è che bocciando l'ergastolo ostativo "si delegittimi il 41 bis, che è un regime carcerario che impedisce al detenuto di continuare a relazionarsi con l'organizzazione di cui era parte". Perciò "bocciare l'ergastolo ostativo sarebbe un colpo anche alla memoria di Falcone e Borsellino". La ragione profonda dell'ergastolo "duro" sta proprio nel fatto che la specificità di un mafioso è quella di conservare per sempre, una volta affiliato a una famiglia criminale, il suo dovere di obbedienza.La questione dell'ergastolo ostativo divide profondamente il mondo della cultura giuridica tra coloro che sostengono la necessità di un carcere umano - come l'ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo e l'ex senatore Luigi Manconi - e chi invece ritiene che aprire le maglie della carcerazione per i mafiosi significhi distruggere anni di politica contro le cosche.

"Se i boss sperano ora di uscire dal carcere, addirittura potendo far causa allo Stato italiano per ingiusta detenzione, è perché l'Europa continua a mostrare indifferenza per le mafie, salvo poi sdegnarsi quando queste 'eccedono' al di fuori dei confini italici, come avvenne per la strage di Duisburg operata dalla 'ndrangheta in terra tedesca". "La legislazione italiana si e' dimostrata molto efficace nella lotta a questi fenomeni che, tra l'altro, non sono solo italiani ma anche europei". Si discuterà nel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo dell'ordinamento penitenziario che prevede appunto la preclusione all'accesso dei benefici per i detenuti all'ergastolo ostativo.

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