Siria, via libera degli Usa alla Turchia: invasione a Nord, curdi traditi

Bruno Cirelli
Ottobre 7, 2019

Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, dopo il via libera all'intervento ottenuto da Donald Trump.

"Le forze statunitensi non sosterranno nè saranno coinvolte nell'operazione e le truppe Usa, che hanno sconfitto il califfato territoriale dello Stato islamico, non saranno più nelle immediate vicinanze", ha affermato la Casa Bianca senza fornire dettagli sull'operazione turca.

Sono ormai decine e decine i convogli militari di Ankara che si stanno ammassando al confine turco con la Siria per un'imminente operazione militare che si terrà nella zona ad Est del fiume Eufrate. Nel 2016, le forze turche sono intervenute direttamente (prima hanno fornito solo appoggio logistico ad ogni sorta di gruppo armato o terroristico) nella guerra siriana, prendendo di mira le Unità di protezione popolare curda sostenute dagli USA (YPG) nella parte settentrionale del paese. Ankara considera la milizia un'organizzazione "terroristica".

Secondo il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin, la "sicurezza dei confini" e il "ritorno dei profughi" sono gli obiettivi di un'eventuale nuova operazione militare turca nel nord della Siria.

"Siamo determinati a garantire la sicurezza della Turchia ripulendo la regione dalla presenza dei terroristi". Al Congresso Usa, però, sia repubblicani che democratici hanno messo in guardia contro una simile iniziativa che, mettendo in pericolo le forze curde che finora hanno sopportato il peso maggiore della campagna militare contro lo Stato islamico, avrebbe inviato un messaggio preoccupante agli alleati americani in tutto il mondo. "Abbiamo dato tutti gli avvertimenti ai nostri interlocutori sull'est dell'Eufrate e abbiamo agito con sufficiente pazienza", ha aggiunto il Presidente.

Le Forze democratiche della Siria (l'alleanza curdo-araba delle Fds) replicano all'annuncio della Casa Bianca, che ha reso noto che la Turchia "lancerà presto" l'operazione militare programmata nel nordest della Siria e che le truppe americane non saranno più "nell'area circostante" quando questo accadrà. In una serie di tweet diffusi nelle ultime ore non mancano accuse per il leader turco Recep Tayyip Erdogan e il Centro per il coordinamento e le operazioni militari delle Fds afferma che un "attacco turco" rischierebbe di annullare i successi nella lotta all'Isis e di fare della Siria una "zona di conflitto permanente". "Mentre la comunità internazionale cerca una soluzione politica per la Siria - aggiungono le Fds - il popolo siriano soffre da anni per la guerra".

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