REGGIO. Falcomatà su inchiesta Bronzi

Ausiliatrice Cristiano
Ottobre 7, 2019

La trasmissione televisiva Le Iene, con un servizio di Antonino Monteleone e Marco Occhipinti, andato in onda nella puntata di giovedì 3 ottobre, ha riaperto il caso del cosiddetto "terzo bronzo di Riace".

La versione ufficiale è che un sub romano Stefano Mariottini il 17 agosto 1972 presentò una denuncia alla Sopraintendenza di Reggio Calabria, presso Giuseppe Foti, in cui si faceva riferimento a un ritrovamento di reperti archeologici in data 16 agosto. "Per questo - si legge ancora sul sito de "Le Iene" - incassa il premio del ritrovamento di 125 milioni di lire". La questione è arrivata in un Tribunale, che ha stabilito il primato del sub romano.

"Da molto tempo - aggiunge l'inquilino di Palazzo Alvaro - abbiamo capito, infatti, che oltre la necessaria protezione e l'esposizione dignitosa dei reperti di pregio, è importantissimo che la loro conoscenza venga disseminata in un ambito non solo nazionale, ma anche internazionale, nella convinzione che solo i Bronzi di Riace possano "convincere" un turista americano, sudafricano o australiano a intraprendere un viaggio che lo porti in Calabria". Alcuni sostengono che quei due splendidi bronzi, raffiguranti guerrieri greci e realizzati nel V secolo avanti Cristo, non siano proprio tutto ciò che sarebbe stato recuperato in quel lontano 1972. Lo studioso si riferisce ai documenti sul ritrovamento dei Bronzi. Di questo scudo, però, non c'è alcuna traccia.

E non è finita qui: la prima statua, per come è descritta dal sub nella sua denuncia di rinvenimento, sembra molto diversa per posizione di gambe e braccia rispetto ai due Bronzi che tutti conosciamo.

Così Monteleone va a parlare direttamente con chi ha scritto di suo pugno quel primo documento: Stefano Mariottini. Mentre stiamo semplicemente facendo delle domande a chi ha scoperto i Bronzi, un uomo gli chiede se lo stiamo infastidendo e ci aggredisce. "Vi ammazzo tutti quanti", dice quest'uomo avvicinandosi in maniera minacciosa alla Iena.

Perché se uno prova a fare qualche domanda a chi ha fatto quella clamorosa scoperta non viene accolto per niente bene? "Però c'erano lance e scudo". Chi sa qualcosa su questo giallo parli e non esiti a contattarci, anche perché i Bronzi di Riace sono di tutti i calabresi, sono di tutti gli italiani.

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