Maxi evasione fiscale, sette arresti: blitz della Finanza anche nel Salernitano

Paterniano Del Favero
Ottobre 7, 2019

Sette gli arresti domiciliari, 20 le aziende sequestrate. Il sequestro ha un valore complessivo di euro 1.527.308, pari al profitto dei reati commessi. I dati resi noti dalla Cgia di Mestre sono allarmanti. In particolare, l'operazione odierna, è stata portata a termine dai militari del I Gruppo Napoli, impegnati nell'esecuzione delle misure cautelari personali nei confronti di 6 uomini e 1 donna ed in 24 perquisizioni nelle province di Napoli, Caserta, Salerno, Torino e Sassari.

Il blitz delle Fiamme Gialle è il frutto di complesse investigazioni iniziate nel 2016. Sarà tuttavia necessaria "una maggiore attenzione verso questi soggetti", perché "le modalità di evasione delle holding non sono ascrivibili alla mancata emissione di scontrini o ricevute, bensì al ricorso alle frodi doganali, alle frodi carosello, alle operazioni estero su estero e alle compensazioni indebite". Tale impianto consiste nella produzione di un grosso giro di fatture per operazioni inesistenti, mediante il coinvolgimento di società "caritiere", ovvero che emettono fatture a favore di altri. La frode era volta alla compravendita di batterie per veicoli, ed ha portato ad un danno economico pari ad oltre 5.000.000 di euro.

Dall'analisi delle movimentazioni bancarie, i finanzieri avrebbero accertato che una società con sede a Napoli le acquistava in Spagna, interponendo nella compravendita una società "fantasma" su cui sarebbe gravato l'onere del versamento dell'Iva, che poi non sarebbe mai stata assolta. Il meccanismo illecito ha permesso la commercializzazione nel territorio nazionale di merci (ricambi per auto) a prezzi concorrenziali. Uno dei titolari della società, che svolgeva la funzione di missing trader, a seguito di ulteriori approfondimenti investigativi, è risultato altresì rappresentante legale di ulteriori 13 società "cartiere", acquisite nel tempo quando oramai avevano accumulato debiti e prossime a procedure concorsuali.

Si trattava di società operanti in diversi settori commerciali: trasporti merci su strada, commercio di legnami, metalli ferrosi e non. Ciò ha permesso la formazione di cospicui, non veritieri crediti I.V.A. e il contestuale abbattimento della imposizione fiscale realmente dovuta.

Secondo alcuni studi, gli sprechi dello Stato Italiano sono di circa 200 miliardi all'anno: ma sono davvero più dell'evasione fiscale?

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