Conte commenta l'ok del Wto ai dazi Usa contro l'Europa

Bruno Cirelli
Ottobre 3, 2019

Gli Stati Uniti, in base al pronunciamento, potranno dunque imporre dazi sui beni provenienti dall'Unione Europea fino a 7,5 miliardi di dollari (circa 6,8 miliardi di euro) come compensazione per gli aiuti di stato a Airbus.

"In pericolo - continua la Coldiretti - sono soprattutto i formaggi per le pressioni della lobby dell'industria casearia Usa (CCFN) che ha addirittura scritto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per chiedere di imporre dazi alle importazioni di formaggi europei al fine di favorire l'industria del falso Made in Italy che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni dal Wisconsin alla California fino allo Stato di New York". La lista, non ancora definitiva, è stata pubblicata dalle autorità americane dopo il via libera del Wto sul caso Airbus. Il presidente del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, ha detto che attualmente si vende negli Stati Uniti un totale di 10 milioni di chilogrammi di Parmigiano all'anno, al prezzo medio di 40 dollari al chilo: "Se con l'introduzione di tariffe rincarate il prezzo salirà a 60 euro al chilo, stimiamo perdite del 90% del giro d'affari negli Stati Uniti". Ma intanto l'amministrazione Usa gongola: "Una grande vittoria da 7 miliardi per gli Stati Uniti", ha commentato Trump. Nel mirino dei "duties" non ci saranno soltanto i già citati formaggi e prosciutti italiani, ma anche capi d'abbigliamento britannici in lana, componenti tedeschi per fotocamere, olive spagnole, il whisky scozzese, alcuni vini francesi, l'Emmental svizzero e il groviera. La misura entrerà in vigore a partire dal 18 ottobre. Si tratta di una cifra record quella riconosciuta dal Wto, e fa riferimento ad una sentenza contro la Ue per il dossier Airbus pronunciata a maggio 2018. Gli Usa inoltre hanno chiesto alla Wto un meeting il 14 ottobre per avere l'approvazione sulle contromisure contro la Ue.

Prima della notizia dei dazi il governo giallofucsia aveva auspicato un trattamento di favore da parte di Washington. E in pericolo c'è pure il Prosecco, il vino italiano più esportato all'estero, che ha visto gli Stati Uniti diventare nel primo semestre del 2019 il principale mercato davanti alla Gran Bretagna grazie a un aumento in valore del 41%.

"L'Italia difenderà i suoi interessi nazionali su ogni campo, specie quello economico e commerciale", ha dichiarato in una nota il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Conte ha preso atto dell'esistenza di "tensioni commerciali" a livello globale, in cui "noi siamo coinvolti come Unione Europea, ma confidiamo di poter ricevere attenzione da parte di un tradizionale alleato, gli Stati Uniti, su alcune nostre produzioni che sono davvero strategiche nell'ambito del commercio internazionale".

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