Ticket sanitario, si cambia: "Chi ha di più deve pagare di più"

Barsaba Taglieri
Ottobre 1, 2019

Basta tagli e più risorse per il Sistema sanitario nazionale. Sono due notizie (e mezza) che arrivano dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che durante una diretta Facebook ha illustrato le novità riguardanti la sua "materia" previste nella Nota di aggiornamento del Def approvata nella serata di ieri dal Consiglio dei Ministri.

Da anni si parla di rivedere il ticket (oltre che di togliere il superticket, altra cosa detta da Speranza) ma non si è mai arrivati a una conclusione.

Il costo dei ticket sanitari sarà stabilito in base al costo delle prestazioni e del "reddito familiare equivalente". Seguendo un semplice criterio: "Chi ha di più deve pagare di più, chi ha di meno deve pagare di meno". Premettendo che la normativa che regola la fruizione e il pagamento dei ticket varia da Regione a Regione, risultano esenti i cittadini con reddito molto basso, con malattie rare o croniche, le donne in gravidanza e le persone invalide. L'aliquota da pagare, soprattutto per quanto riguarda i farmaci, varia in base alla zona d'Italia in cui si usufruisce del Ssn, il tributo infatti varia di Regione in Regione. Ricordiamo inoltre che, per le prestazioni in pronto soccorso il ticket si può pagare direttamente in loco o in un secondo momento tramite bollettino postale, mentre per i medicinali si paga in farmacia. L'entità del Fondo sanitario nazionale, che nel 2019 ammonta a 114,4 miliardi di euro, salirà a 116,4 miliardi nel 2020 e poi a 117,9 nel 2021.

La seconda questione è quella del supericket, definito dal ministro della Salute come un "balzello di dieci euro che non consente a troppi cittadini di accedere al sistema sanitario: ieri abbiamo scritto che è sbagliato, produce discriminazione e disuguaglianza. Per questo ci impegniamo a superarlo e mi impegnerò per farlo nel più breve tempo possibile". Oggi le visite specialistiche e le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio "sono assoggettate a un ticket fisso pari alla tariffa della prestazione, fino al tetto massimo di 36,15 euro per ricetta, a cui si aggiungono 10 euro per ricetta (con una ricetta possono essere prescritte fino a 8 prestazioni della stessa branca specialistica, fatta eccezione per le prestazioni di fisioterapia)".

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