Migrazioni. Papa Francesco: non possiamo restare indifferenti

Bruno Cirelli
Settembre 30, 2019

Ed è vero: "non si tratta solo di forestieri, si tratta di tutti gli abitanti delle periferie esistenziali che, assieme ai migranti e ai rifugiati, sono vittime della cultura dello scarto", "non possiamo essere indifferenti alle nuove e vecchie povertà", ha aggiunto il Pontefice.

Gremita piazza San Pietro per la messa del Papa. "Il mondo odierno è ogni giorno più elitista e crudele con gli esclusi - ha detto Francesco - E' una verità che fa dolore". 'I Paesi in via di sviluppo continuano ad essere depauperati delle loro migliori risorse naturali e umane a beneficio di pochi mercati privilegiati.

Con la medesima visione del Pontefice (che scrive: "Non si tratta solo di migranti: si tratta di tutta la persona, di tutte le persone) in questa affermazione di Gesù troviamo il cuore della sua missione: far sì che tutti ricevano il dono della vita in pienezza, secondo la volontà del Padre"), il Sinodo minore "Chiesa dalle genti" ha puntato a favorire una riflessione per imparare ad "abitare nel mondo ancora capaci di fraternità e solidarietà, per rispondere al desiderio di una vita buona e felice per tutti, favorendo la consapevolezza che la vita di tutte le persone è collocata nel disegno provvidente di Dio" (Chiesa dalle genti: responsabilità e prospettive. Un avvertimento che, nelle seconde due occasioni, vede l'aggiunta di un'altra categoria bisognosa di protezione, quella degli stranieri: "E la ragione di tale monito - ha spiegato Papa Francesco nell'omelia della Santa Messa in occasione della Giornata mondiale del Migrante e del rifugiato - è spiegata chiaramente nello stesso libro: il Dio di Israele è Colui 'che fa giustizia all'orfano e alla vedova, che ama lo straniero e gli dà pane e vestito'".

Don Giovanni De Robertis, direttore di Migrantes a Radio Vaticana Italia ha parlato della giornata: "E' una Giornata che ha più di un secolo di vita e che è nata proprio per porre attenzione, in un momento in cui dall'Italia partivano tantissimi emigranti, interi paesi si spopolavano, lasciando soltanto vecchi e bambini, mettere l'attenzione del Paese su questa realtà così importante ma anche così drammatica".

È impressionante come, a distanza di 28 secoli, questi ammonimenti conservino intatta la loro attualità. "Non si può essere insensibili alla miseria", ha detto, "non possiamo non piangere, non possiamo non reagire". Non possiamo non piangere.

Amare il prossimo come sé stessi vuol dire anche impegnarsi seriamente per costruire un mondo più giusto, dove tutti abbiano accesso ai beni della terra, dove tutti abbiano la possibilità di realizzarsi come persone e come famiglie, dove a tutti siano garantiti i diritti fondamentali e la dignità.

E ancora, "amare il prossimo significa sentire compassione per la sofferenza dei fratelli e delle sorelle, avvicinarsi, toccare le loro piaghe". Che ha invitato a non restare insensibili "alle discriminazioni su chi non appartiene al nostro gruppo". Una Messa alla quale erano presenti anche molti immigrati protagonisti dei viaggi della disperazione nel Mediterraneo e che hanno raggiunto le coste italiane, porta dell'Europa. Lo facciamo da 10 anni con il cuore, senza interessi economici o politici, solo perché il cuore ci chiama a farlo.

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