Tumori, per prima volta calo nuovi casi

Barsaba Taglieri
Settembre 25, 2019

Meno nuove diagnosi di tumori al Sud rispetto al Nord Italia, con l'incidenza più alta che si registra in Friuli Venezia Giulia (716 casi per 100.000 abitanti) e la più bassa in Calabria (559 casi per 100.000 abitanti). In calo rispetto al 2018.

Sono i numeri diffusi dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) nel rapporto "I numeri del cancro 2019", un compendio che raccoglie e analizza gli ultimi dati disponibili in materia di oncologia. Per quanto concerne l'incidenza, negli uomini il trend risulta in diminuzione per le neoplasie del polmone e della prostata.

Quelli a prostata e mammella sono i tumori più diffusi, ma la prima causa di morte oncologica è il tumore del polmone per gli uomini e quello alla mammella per le donne.

Secondo i dati emersi dal rapporto, nel corso della vita la probabilita' di ammalarsi e' in media di un uomo su due e una donna su tre. Nel 2019 sono stati registrati 371 mila casi. Quasi 3 milioni e mezzo di italiani (3.460.025, il 5,3 per cento dell'intera popolazione) vivono dopo la diagnosi di cancro, cifra in costante crescita (erano 2 milioni e 244 mila nel 2006, 2 milioni e 587mila nel 2010, circa 3 milioni nel 2015), grazie ad armi sempre più efficaci e alla maggiore adesione ai programmi di screening.

Nel volume 'I numeri del cancro in Italia', presentato al ministero della Salute, si legge un altro dato incoraggiante: almeno un paziente su 4 - quasi un milione di persone - è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito. La sopravvivenza a 5 anni più alta si registra, per gli uomini, in Valle D'Aosta (61%), Emilia-Romagna e Toscana (56%) e, per le donne, in Emilia-Romagna e Toscana (65%). Il tumore al seno è il più frequente. Massimo Rugge, presidente AIRTUM, ha precisato: "Il numero di nuovi casi decresce progressivamente dall'Italia del Nord a quella meridionale e insulare".

Le diagnosi di cancro al polmone continuano, invece, ad aumentare fra le donne (+2,2% annuo), per la preoccupante diffusione dell'abitudine al fumo di sigaretta fra le italiane. "Gli anziani con diagnosi di tumore mantengono infatti abitudini, quali fumo, abuso di alcol e sedentarietà, che rappresentano fattori di rischio per recidive o aggravanti della malattia". "Il 18% fa ancora un consumo di alcol rischioso per la salute (superando il limite indicato dall'Oms per gli ultra 65enni di una unità alcolica al giorno) e il 40% dichiara di essere sedentario". Il tumore del polmone (nel periodo 2003-2014) si conferma il primo big killer e mostra una tendenza in calo negli uomini (-1,6%) e in aumento nella popolazione femminile (+2,2%).'.

"Il costante incremento delle persone che vivono dopo la diagnosi (nel 2019 circa 3 milioni e mezzo) - conclude Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione Aiom - richiede un'attenta valutazione dell'impatto sanitario e sociale in termini di programmazione del follow-up e della riabilitazione".

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