"Impurità cancerogene": stop ai farmaci per i dolori di stomaco con Ranitidina

Barsaba Taglieri
Settembre 24, 2019

"La ranitidina è un inibitore della secrezione acida utilizzato nel trattamento dell'ulcera, del reflusso gastroesofageo, del bruciore di stomaco e di altre condizioni associate a ipersecrezione acida". In Italia è commercializzata sia come farmaco soggetto a prescrizione medica, sia come medicinale di automedicazione, in forma di compresse, sciroppi o soluzioni iniettabili per uso endovenoso.

È quanto stabilito dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per la presenza di un'impurezza potenzialmente cancerogena, "denominata N-nitrosodimetilammina (NDMA) appartenente alla classe delle nitrosammine, già rilevata nel 2018 in una classe di farmaci anti-ipertensivi (sartani)".

NDMA è una sostanza chimica organica che si genera come sottoprodotto di numerosi processi industriali.

Non si attende un rischio acuto per il paziente che abbia già assunto medicinali contenenti ranitidina. Si tratta di 197 farmaci. Tra questi ci sono alcuni lotti di Buscopan Antiacido.

Nella lista dei medicinali vietati sono finiti 516 prodotti: dal Raniben Cpr a Ulcex Cpr, Ranitidina Eg 300 mg, Ranibloc, e anche il Buscopan Antiacido, compresse effervescenti da 75 mg.

Il nuovo aggiornamento riguarda un elenco di lotti per i quali è stato previsto il divieto di uso - cioè il medico non deve prescriverli, il farmacista non deve venderli, il paziente non deve assumerli in attesa che sui lotti l'Istituto superiore di sanità faccia le dovute analisi per verificare la prensenza di NDMA - si aggiunge all'elenco dei farmaci, 197 lotti, per i quali invece il 20 settembre 2019 (qui l'elenco dei lotti ritirati) l'Aifa ha predisposto il ritiro dal mercato e che quindi si presume non siano più in vendita o prescrivibili. "Su 50 pazienti al giorno che vengono nei nostri ambulatori - spiega - solo circa il 10% assume ranitidina, soprattutto come gastroprotettore". Lo afferma l'associazione dei consumatori, dopo il ritiro cautelativo disposto da Aifa (Agenzia italiana del farmaco). A causa della presenza di impurità nella lavorazione del principio attivo "ranitidina", sono stati ritirati tantissimi medicinali.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE