Agatha, la bambina "uccisa dalla polizia": proteste per le strade di Rio

Bruno Cirelli
Settembre 24, 2019

Nessun commento a quanto accaduto da parte del governatore, il cui ufficio ha diffuso una nota per esprimere "profondo rincrescimento" per la morte della piccola. Secondo le prime ricostruzioni, il colpo che l'ha uccisa sarebbe partito dalla polizia, impegnata in operazioni repressive volte a limitare la guerra tra gang che si scontrano per il controllo del territorio della favela in cui la bambina è morta.

Ágatha Félix è stata uccisa venerdì sera. La bambina è morta poco dopo, in ospedale. La polizia, racconta la famiglia della bambina, la quinta minorenne morta a Rio in un'azione del genere dall'inizio dell'anno, ha sparato contro un motociclista del quale era all'inseguimento. La versione dei familiari della bambina è la stessa di numerosi residenti che sembrano sostenere come la violenza nella favela Complexo Alemão sia anche frutto delle incursioni della polizia che per combattere il crimine aprono il fuoco con troppa leggerezza.

In pochi minuti centinaia di persone si sono riversate in strada per manifestare contro la polizia chiedendo maggiore sicurezza per i civili, le vere vittime dell'ondata di violenza che ha investito il Brasile nelle ultime settimane.

I post con la foto di Agatha sono spesso accompagnati dall'hashtag #aculpaedowitzel (è colpa di Witzel). Le autorità di Rio de Janeiro hanno annunciato l'apertura di un'indagine per chiarire chi abbia effettivamente sparato e perché. "Giustizia!", hanno marciato per esprimere la loro rabbia e protestare contro i ripetuti raid della polizia nella favela.

Una protesta condivisa da politici e attivisti e rimbalzata sui social media dove al centro delle accuse è il pugno di ferro del nuovo governatore Wilson Witzel, che ha assunto l'incarico a gennaio. "Qualcuno deve fermare questo sociopatico criminale".

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