Buona la prima per l’Italia: battuta la Namibia all’esordio

Rufina Vignone
Settembre 23, 2019

Esordio mondiale per Nicola Bibi Quaglio, orgoglio rodigino in prima linea condito da una meta tecnica e una prestazione perfetta sul piano individuale. 45 minuti di sostanza per il polesano doc che ora milita nel Benetton Treviso. A Osaka la squadra di Conor O'Shea batte 47-22 la Namibia nel primo incontro valido per il girone B della rassegna iridata.La partita si sblocca al sesto minuto di gioco: da una touche sbagliata dagli azzurri all'altezza del centrocampo arriva la prima meta del match con la Namibia che recupera l'ovale e riparte velocemente finalizzando la manovra con Stevens.

Pur contratta l'Italia riesce con carattere a reagire e raddrizzare subito il punteggio grazie a una meta tecnica assegnata dall'arbitro per i continui falli di ostruzione in difesa della mischia namibiana su quella italiana. L'Italrugby crea ma spreca occasioni in attacco non riuscendo a concretizzare una ghiotta occasione al 18'. Varco trovato da Benvenuti, palla consegnata a Tommaso Allan che a sua volta trova libero Jayden Hayward che non sfrutta al meglio l'assist del compagno di club e Nazionale commettendo in avanti a pochi metri dal possibile vantaggio azzurro. Gli azzurri erano andati all'intervallo in vantaggio per 21-7.

Al rientro in campo l'Italia ha blindato il risultato e guadagnato il punto di bonus con altre due mete (Padovani e Canna), prima di concedersi una ingiustificata pausa, che ha permesso alla Namibia di realizzare due segnature. Nonostante la pioggia battente la partita si vivacizza e nella girandola di cambi arriva la quinta meta dell'Italrugby con Carlo Canna che raccoglie l'assist di Parisse segnando a pochi metri dai pali con lo stesso numero 22 che trasforma per il momentaneo 35-7 che pochi minuti dopo cambia in 35-10 con il calcio piazzato di Loubser da circa 25 metri in posizione centrale. Nel finale Polledri e Minozzi hanno spento ogni velleità degli africani con altre due mete. Il resto è da rivedere, perché con questa attitudine tra 4 giorni (giovedì 26 settembre) contro il ruvido Canada bisognerà cambiare atteggiamento se si vorrà continuare a coltivare il sogno di arrivare allo scontro decisivo con il Sudafrica (4 ottobre) pensando di costruire l'impossibile.

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