Milan: "No al razzismo, il calcio unisce"

Rufina Vignone
Settembre 19, 2019

A farsi sentire anche alcune società di calcio come Pescara, Pro Vercelli e Carrarese che hanno voluto immediatamente prendere le distanze dalla posizione dell'Hellas Verona. Mastrandrea aveva preso tempo, annunciando un supplemento d'indagine di due settimane di cui ha reso conto oggi, scrivendo che "i versi da parte di singoli spettatori non sono stati intesi come discriminatori, a causa dei fischi e delle urla" degli altri spettatori. Avevamo ricevuto conferma di quanto sentito da molti testimoni oculari presenti allo stadio, che ci avevano riportato alcune contumelie urlate anche ai giocatori di colore del Milan in panchina, per esempio il portoghese Rafael Leao.

"Non credo che sia giusto investirli della soluzione di un problema per il quale ci sono organismi di controllo ad hoc". Poi, se gli insulti vanno avanti, si sospendano le partite. Ma becero e razzista verso gli avversari. "Il calcio non dovrebbe dividere ma unire le persone". Ci si aspettava un atteggiamento diverso.

"Eccome, se l'ho notato, ne ho triste consapevolezza". Ormai non esistono luoghi immuni dal razzismo e la mancata reazione a questi fatti fa sì che esca fuori il diavolo che è in ognuno di noi. Forse in Italia il razzismo è stagionale, ed esserlo durante le feste di Natale è più grave che a settembre?

Per concludere, è normale che si voglia negare l'evidenza degli insulti facendo passare come tifo quello che, invece, è puro e semplice razzismo? Ci si lava la coscienza con le multe da 5 o 10 mila euro ai club: inutili. Fare finta di niente è complicità coi razzisti.

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