Attacco al petrolio saudita, Trump si prepara all'attacco militare

Paterniano Del Favero
Settembre 19, 2019

Sui siti di informazione sauditi sono stati pubblicati dei video ripresi nell'impianto di Buqyaq mentre l'attacco era in corso: si sente il rumore di mitragliatrici anti-aeree che sparano evidentemente contro il drone che stava compiendo il bombardamento. Donald Trump ha inoltre annunciato, sempre su Twitter, in seguito agli attacchi agli impianti sauditi, di aver autorizzato l'uso delle risorse petrolifere strategiche, "se necessario, in una quantità da determinare, sufficiente a mantenere forniti i mercati". Negli ultimi 5 mesi, hanno rivendicato diversi attacchi a oleodotti e petroliere saudite.

Ieri, gli Huthi hanno lanciato un attacco con droni contro gli impianti petroliferi della Saudi Aramco, la compagnia nazionale saudita che, con una produzione di più di 10 milioni di barili al giorno, è tra le più grandi compagnie petrolifere al mondo e la principale fonte di finanziamento del governo.

Gli attacchi sono il frutto degli scontri tra Arabia Saudita e Yemen. Prezzi che però dopo la notizia riferita da Reuters sono tornati rapidamente a scendere, col future sul petrolio texano a poco più di 59 dollari e quello sul petrolio del Mare del Nord scivolato poco sopra i 65 dollari.

E se da una parte gli Stati Uniti devono affrontare le nuove tensioni con l'Iran e lo scontro tecnologico e commerciale con la Cina, dall'altra si preparano ad affrontare le prossime elezioni presidenziali. "Incolpare l'Iran non fermerà il disastro", ha dichiarato anche il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, contestando a Pompeo di aver fallito nella campagna di "massima pressione" e di essersi spostato su quella delle "massime bugie". Il risultato è stato il dimezzamento della produzione petrolifera dell'Arabia Saudita, un duro colpo che, da un lato ha fatto aumentare il prezzo del petrolio, dall'altro ha risvegliato in tutta l'economia mondiale il fantasma dell'inflazione.

L'assalto dimostra due cose: la prima è che la capacità militare delle milizie houthi si sta rafforzando, con i miliziani del gruppo ribelle capaci di gestire armi sofisticate, procurate loro innanzitutto dal sostegno dell'Iran. L'attuale senatrice degli Stati Uniti per il Massachusetts ha speso 2,4 milioni di euro su Facebook e 1,9 su Google.

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