Renzi chiama Conte: "Lascio il Pd ma continuo a sostenere il governo"

Bruno Cirelli
Settembre 17, 2019

Ma offriremo soprattutto idee per l'Italia di domani.

Ecco le parole del vinciano: "Solo nel Pd può essere condotta con efficacia la battaglia riformista per un'Italia con più crescita e meno ingiustizie".

Il nuovo partito "sarà una casa femminista". Già sabato scorso, in un'intervista al Times, Renzi raccontava di aver lavorato quando era sindaco nell'antico studio di Machiavelli, concludendo: "Posso dirvi che non sono machiavellico".

Chi vorrà impegnarsi lo farà con liste civiche o da indipendente. Giovanna Casadio su Repubblica fa sapere che ci saranno anche Davide Faraone, Eugenio Comincini, Nadia Ginetti, Ernesto Magorno a cui si aggiunge la ex forzista Donatella Conzatti. E poi le Europee del 2024. Sulle trattative intercorse per mettere in campo il nuovo governo, Renzi ha aggiunto: "Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare". Ma il populismo cattivo che esprime non è battuto e va sconfitto nella società. "E credo che le liturgie di un Pd organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell'unità come bene supremo non funzionino più". Ma ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. "Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo Pd", il commento su Twitter del segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Tanto che si parla di una discussione davvero infuocata nella chat dei deputati Pd sulla scissione. Se, infatti, per Luigi Di maio non si tratterebbe di una questione di interesse dei pentastellati, per Franceschini non è il tempo di scherzare. Perché è convinzione del "segretario ombra" del Pd che, se dovesse perdere questa occasione di conquistare casematte di potere reale, il suo ruolo nel Partito Democratico verrebbe progressivamente ridimensionato da parte di un segretario formale deciso a riconquistare in pieno la sua funzione di guida e di controllo della "ditta".

L'uscita di Matteo Renzi dal Partito Democratico ha incontrato molti pareri discordanti. In una nota a proposito della scissione, Palazzo Chigi svela che Conte ha ricevuto l'annuncio da Renzi ieri sera, nel corso di una telefonata e che ha espresso "le proprie perplessità su una iniziativa che introduce negli equilibri parlamentari elementi di novità, non anticipati al momento della formazione del Governo".

"Rimane singolare la scelta dei tempi dell'operazione portata avanti da Matteo Renzi - si legge nel comunicato della Presidenza del Consiglio - che ha lasciato con i suoi il Pd, una decisione annunciata subito dopo il completamento della squadra di governo e all'indomani del giuramento di viceministri e sottosegretari".

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