Processo Alex Schwazer, il giudice decide di rinviare la sentenza

Rufina Vignone
Settembre 13, 2019

Ovviamente attorno alla vicenda ci sono un'enorme quantità di elementi "singolari" difficilmente giustificabili (anche nell'ipotesi della poca diligenza) che spingono, ora più che mai (anche nella peggiore delle ipotesi, ovvero della effettiva positività di Schwazer) a eradicare la gestione dell'antidoping al controllo delle federazioni sportive nazionali e sovranazionali, partendo dal comitato olimpico internazionale. Volevano colpire sia me che il professor Donati.

Alla fine, l'avvocato difensore di Schwazer, Gherard Brandstaetter, ha chiesto al gip Walter Pellino due cose: un supplemento di perizia, per avere maggiori dati statistici sul comportamento della concentrazione di dna nelle urine durante il congelamento, e una rogatoria estera per accertare la autenticità di un carteggio interno alla Iaaf, svelato grazie a degli hacker russi, nel quale si fa riferimento a un presunto complotto ai danni di Schwazer.

Appare verosimile ritenere che si andrà verso un'estensione di diversi mesi dello studio sui 100 soggetti cominciato nel 2018 dal Ris e da cui è scaturita la perizia - chiesta dal gip Pelino - firmata e illustrata in aula dal colonnello Lago. Qui è una catena di istituzioni che sono solidali una all'altra. Una tesi contestata in aula dal legale della Wada. Sappiamo benissimo che ci sono atleti dall'alto valore economico che potrebbero essere oggetto di invidie o di interessi speculativi.

Al tribunale di Bolzano è stato il giorno dell' udienza chiave nell'ambito del processo penale sul doping di Alex Schwazer.

Come si legge su La Stampa di oggi, non ci saranno ulteriori indagini scientifiche: il GIP sarebbe infatti orientato a fermare gli accertamenti e a concentrarsi sull'iter giudiziale, quindi a mettere un punto alla vicenda per non rischiare di dover "andare avanti all'infinito".

"La mia sensazione è che siamo ad un buon punto però sicuramente non ci basta".

L'udienza si è aperta con un colpo di scena dei legali della Wada, che hanno presentato un nuovo documento (incompleto, per la verità) relativo a un prelievo di urina di Schwazer del 27 giugno 2016, analizzato a Losanna nel 2017. A livello scientifico noi vogliamo avere la certezza totale. Lo ha dichiarato l'ex marciatore e campione azzurro Alex Schwazer, poco prima dell'incidente probatorio.

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