Giappone: acqua radioattiva Fukushima diluita nel Pacifico

Bruno Cirelli
Settembre 13, 2019

Ma pescatori, abitanti delle città costiere e ambientalisti sono preoccupati e tra questi c'è Greenpeace Japan che "Si oppone fortemente alla scelta annunciata dal governo giapponese di scaricare quest'acqua contaminata radioattivamente: il mare non è una discarica".

Il liquido radioattivo della centrale nucleare di Fukushima potrebbe venir sversato nell'oceano Pacifico: a dirlo è stato il ministro dell'Ambiente giapponese, Yoshiaki Harada e le sue parole hanno provocato immediatamente dure reazioni da parte dell'opinione pubblica nazionale e internazionale. "Tutto il Governo ne discuterà, ma vorrei offrire la mia semplice opinione".

Nessuna decisione su come smaltire l'acqua sarà presa fino a quando il governo non avrà ricevuto una relazione da un gruppo di esperti. Secondo la Tokyo Electric Power Company che gestisce la centrale di Fukushima tutti i serbatoi per lo stoccaggio dell'acqua contaminata dovrebbero essere riempiti al 100% entro l'estate 2022.

Sversamento di acque radioattive nell'oceano: cosa c'è davvero sotto? Ad effettuare il "travaso" dell'acqua radioattiva sarà la Tokyo Electric Power, la società che si occupa di gestire la centrale nucleare. Il governo giapponese ha investito 34,5 miliardi di yen (l'equivalente di 291 milioni di euro) per costruire una barriera ghiacciata sotterranea che impedisca all'acqua di falda di raggiungere i reattori, ma la struttura è riuscita soltanto a ridurre il flusso da 500 a 100 tonnellate al giorno. Il ministro ha precisato come questa sia "l'unica soluzione possibile".

Il disastro nucleare di Fukushima Dai-ichi ha causato disastri ambientali e gettato nell'incubo il mondo intero. Come spiegavamo infatti, si tratta di quantità infinitesime che non andranno a incidere sulla radioattività dei mari. La proposta espressa dal ministro per gestire i milioni di tonnellate di acqua pompata nelle installazioni radioattive e conservata nelle cisterne è in realtà un'opzione valutata da anni. L'unico che non viene eliminato nel processo è appunto il trizio. La sua radiazione non riesce a penetrare la pelle umana, ma può essere dannoso se ingerito o inalato. Non è considerata una sostanza pericolosa per l'uomo, perché si elimina facilmente con urine e sudore. Dimezza la sua carica radioattiva in 12 anni.

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