Conte a Bruxelles: "Un patto con l'Europa per un'Italia digitalizzata e verde"

Bruno Cirelli
Settembre 13, 2019

Conte presenta sul tavolo degli incontri i dossier su immigrazione e conti pubblici: chiede il superamento del trattato di Dublino, che penalizza i paesi di primo approdo, chiede dei disincentivi per i paesi non disposti a una gestione condivisa di accoglienza e rimpatri, chiede tempo all'Europa per iniziare una nuova stagione di investimenti che dia impulso a un nuovo modello di crescita, sostenibile e circolare. Resta solo "inspiegabile" il fatto che Bruxelles abbia mostrato questa disponibilità solo dopo che è stato escluso dal Governo Matteo Salvini, vale a dire il leader della forza - e della coalizione - che ha vinto tutte le ultime elezioni in Italia, comprese le Europee. Al Governo c'è stato un radicale cambiamento, ma alcuni volti come alcuni dibattiti nella sede del parlamento Europeo, sono gli stessi. Il Presidente del Consiglio ha incontrato anche il presidente dell'Europarlamento, David Sassoli, il presidente uscente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e il designato Charles Michel.

A Bruxelles, Conte ha rimarcato la sua preoccupazione per i fenomeni migratori: "Dobbiamo fare molto di più sui rimpatri con l'aiuto dell'Unione europea, anche su questo abbiamo la piena attenzione". Alla proposta di Conte fa da sponda Parigi, con l'endorsement della portavoce del governo francese, Sibeth Ndiaye, che ha dichiarato alla stampa che la Francia "condivide" la "necessità di avere una politica europea dell'asilo", tra cui il "rafforzamento" di Frontex e il fatto di "fare evolvere" il regolamento di Dublino. Di fronte alle preoccupazioni del presidente Conte, che manifestava la volontà di evitare che "il rischio di sfiducia e disillusione prevalgano sui cittadini", la presidente ha concordato. Si parlava di un possibile spazio di deficit per 10-12 miliardi che farebbero lievitare l'indebitamento dall'1,6% tendenziale al 2,2-2,3%, ma il ministero dell'Economia ha subito smentito questa ipotesi, sostenendo che "qualsiasi cifra in questa fase non può trovare alcun riscontro" e che la manovra del 2020 cercherà "una solida prospettiva di crescita". Magari prima o poi ne prenderà atto. Per farlo "cercheremo di introdurre un fondo di transizione per aiutare quelle regioni più colpite dalla transizione", promette Von der Leyen. Ha collaborato con testate nazionali come La Repubblica, Left, Radio Vaticana. Vincitrice del "Premio Morrione" 2018 nella categoria video-inchiesta.

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