Tumore al polmone, il test per sapere se si è a rischio

Barsaba Taglieri
Settembre 10, 2019

I miRNA sono molecole estremamente piccole, che vengono rilasciate precocemente dall'organo aggredito dalla malattia e dal sistema immunitario.

I due esami sono la Tac spirale toracica a basso dosaggio di radiazioni (LDCT) e il test microRNA sul sangue. Da questa ipotesi i ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano hanno messo a punto programmi di diagnosi precoce disegnati sulle caratteristiche personali dei pazienti. Il primo gruppo è stato classificato come a basso rischio, il secondo a medio rischio e il terzo ad alto rischio di sviluppare il carcinoma polmonare. I dettagli sul rivoluzionario test sono stati presentati in seno alla ventesima Conferenza mondiale dell'International Association for the Study of Lung Center (IASLC), in corso di svolgimento a Barcellona.

Sigarette e fumo: dallo studio Int Milano la prima prova, ecco i test che possono cambiare il destino contro il cancro al polmone. I dati dello studio bioMILD (condotto dall'INT e sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro) sono stati raccolti esaminando i dati di circa 4mila persone, arruolate all'inizio del 2013.

Ai partecipanti è stato effettuato il nuovo test che, per il paziente, significa semplicemente un comune prelievo di sangue. "I risultati ci hanno dato ragione perché sulla base degli esiti della TAC e del test miRNA siamo stati in grado per la prima volta di profilare il rischio di malattia e di definire che, a parità di esposizione, il rischio biologico è diverso".

I risultati hanno evidenziato che il 58% dei partecipanti era negativo a entrambi i controlli. Il test, insomma, permette di sapere in anticipo se dovrai prestare ancora più attenzione alla tua salute oppure no. Anche se il rischio risulta azzerato, però, dovresti comunque smettere di fumare: il cancro non è infatti l'unica conseguenza dell'abuso di sigarette. "Quindi, davanti a uno di questi disturbi che perdura per più di due o tre settimane è bene parlare con un medico, che valuterà se e quali accertamenti fare".

"Il nostro Istituto - ricorda Apolone - da anni crede fortemente che sia possibile sviluppare questa tipologia di programmi e la prima dimostrazione concreta l'abbiamo ottenuta con lo studio 'Mild', pubblicato quest'anno sul 'Journal of Thoracic Oncology': abbiamo provato che, grazie allo screening prolungato per 10 anni, è possibile ottenere una riduzione della mortalità per tumore polmonare pari al 39%". "È un passo avanti nella direzione di avere dei programmi di screening più personalizzati, nel contesto di una prevenzione di precisione". Inoltre, è possibile ridurre il numero di TAC di controllo, dal momento che chi è a rischio basso viene rivisto a distanza di tre anni. "Infine è possibile stabilire chi non necessita di cure immediate ma solo di un controllo annuale, e questo ci permette di evitare interventi che sarebbero inutili". E' l'unico in Italia che permette l'adozione di una serie di interventi in contemporanea alla cessazione del fumo. Chi smette di fumare riduce fino al 50% la mortalità per tumore del polmone. Un livello di rischio alto è stato invece individuato nel 5% dei soggetti inclusi nel campione, risultati positivi a entrambe le procedure di screening. "Combinazione di cardioaspirina e citisina che, insieme ad attività fisica e corretta alimentazione, permettono di abbattere i valori della proteina C-reattiva nel sangue, un importante marcatore dell'infiammazione cronica associata a un alto rischio di mortalità per il tumore al polmone".

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