Giornalista Rai invita Salvini al suicidio, partito provvedimento disciplinare

Bruno Cirelli
Settembre 10, 2019

"Nei giorni della nascita del nuovo Governo la trasmissione Tg2 Post, condotta da Maria Antonietta Spadorcia, ha ospitato esclusivamente voci contrarie al nuovo esecutivo: ieri, nel giorno del giuramento al Quirinale, un lungo monologo di Matteo Salvini, mentre mercoledì, il giorno dell'annuncio dei ministri, è stato il turno di Maurizio Gasparri e martedì di Carlo Calenda, che in polemica con il nuovo governo del Pd ha addirittura lasciato il partito". "L'azienda considera gravissime le affermazioni fatte dal giornalista sul proprio profilo Facebook", recita il comunicato dell'azienda. "La Rai emanerà una disposizione sull'uso dei social da parte dei propri dipendenti". A sollevare il caso del post di Sanfilippo, con critiche a Matteo Salvini, era stata la Lega annunciando iniziative in commissione di Vigilanza. "E' chiaro che frasi del tipo 'tempo sei mesi ti spari nemico mio' vanno ben oltre la libertà di espressione e di critica", scrive il deputato leghista.

"Se poi a scrivere certe nefandezze - continua Capitanio - è un giornalista del servizio pubblico radio-televisivo nei confronti di un ministro e parlamentare della Repubblica e, cosa ancor più riprovevole, della sua famiglia, la questione assume contorni più inquietanti. Sono contento che la Lega non abbia partecipato a questo mercato indegno di poltrone, ma i giochini di palazzo gli italiani li capiscono".

Anche il Pd solidarizza con Salvini. "Attacchi inaccettabili e gravi, come altri episodi contro altri leader".

Ma Matteo Salvini ha dato risposte vaghe alle domande del giornalista di Repubblica, che gli ha chiesto sia delle sue inchieste giudiziarie, sia della possibilità che questo governo duri più di qualche mese, lasciandolo in un angolo, sia del fatto che questa maggioranza sia nata in Parlamento, esattamente come la precedente di cui il senatore della Lega aveva fatto parte, diventando il ministro dell'Interno. "C'è un limite di decenza e di rispetto umano che questo giornalista della Rai avrebbe dovuto rispettare", dice l'ex premier.

Il disco di Matteo Salvini si è incagliato sul governo delle poltrone. Lo ha scritto su Facebook Matteo Renzi. "La politica - conclude Renzi - non può divenire barbarie". E chi è pagato coi soldi dei cittadini non può esprimersi con questi toni.

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