Alan Kurdi, negato porto sicuro: l'attacco di Orfini

Barsaba Taglieri
Settembre 10, 2019

Venerdì, il capitano della nave Alan Kurdi, Klaus Merkle, ha pubblicato via social 5 video per spiegare, motivare e giustificare al governo maltese e al suo premier Joseph Muscat, il perché della presenza a bordo di alcuni migranti. Sull'imbarcazione pesa il divieto di ingresso nelle acque territoriali, disposto dall'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini.

La Commissione europea, intanto, ha fatto sapere di non aver ricevuto la richiesta di coordinamento per la ridistribuzione dei migranti a bordo della nave della ong.

Come riferito Medici Senza Frontiere (Msf) 34 migranti sono stati trasbordati dalla barca a vela Josefa per le condizioni meteo, peggiorate nelle ultime ore. Il leader della missione Jan Ribbeck commenta: "Anche il nuovo governo italiano mantiene una posizione di fermezza contro gli sforzi dei salvataggi di civili". "La Alan Kurdi - dice Orfini - è ancora in mezzo al mare, con 13 naufraghi a bordo". Gli altri ospiti e il nostro equipaggio lo hanno fermato. "Questi esseri umani sono sfiniti - così Sea Eye - Abbiamo bisogno di un porto sicuro".

Uno dei naufraghi a bordo della nave Alan Kurdi, ancora bloccata in acque internazionali, ha tentato il suicidio la scorsa notte. La Alan Kurdi ha tratto in salvo 13 migranti in fuga dalla Tunisia e, da allora, è in stallo, in attesa che le sia comunicato un porto sicuro. Non so chi abbia assunto questa decisione, ma è una scelta sbagliata. Una questione che potrebbe risultare decisiva anche alla luce della ricerca di una maggioranza in Senato, dove i numeri sono molto risicati e dove i voti della sinistra di LeU (da sempre a favore degli sbarchi e duramente critica con la gestione di Matteo Salvini) potrebbero essere decisivi.

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