Cnh vara il piano industriale, spinoff Iveco e 13 mld di investimenti

Paterniano Del Favero
Settembre 5, 2019

Dal punto di vista finanziario - e prendendo come riferimento l'attuale perimetro - il nuovo piano strategico quinquennale 2020-2024, 'Transform 2 Win' prevede un aumento del fatturato. Se lo scorporo sarà annunciato prenderebbe vita una società da circa 15 miliardi di dollari di ricavi, con un Ebitda di circa 1,5 mld miliardi e un Ebit di circa 0,77 miliardi. Beh, oggi, per farla breve, il presidente Exor (sinteticamente l'evoluzione IFI) John Elkann, parla di un piano dove "loro" mantengono il controllo su Cnhi e sulla nuova società fatta da sole Iveco e Fpt, che nascerà nel 2021.

La scissione delle attività stradali permetterà di massimizzare "la focalizzazione del management e la flessibilità operativa, allineerà le priorità degli investimenti e gli incentivi, ottimizzerà la struttura di costi e capitale di ciascun gruppo, al fine di assicurarne una crescita redditizia", spiegano dal gruppo, illustrando così il perché della nascita di una società che varrà 13,1 miliardi di dollari di ricavi, di cui il 69% dato dai marchi Iveco, Iveco Bus ed Heuliez Bus e il 31% dalle attività motoristiche di Ftp e che solamente in ltalia conterà circa 11500 dipendenti. L'ipotesi, attorno a cui stanno ragionando anche gli analisti finanziari dopo le indiscrezioni filtrate, è che ci possa essere una separazione delle attività di Iveco, che valgono circa 11 miliardi di fatturato sui 27,8 dell'intero gruppo. Sulla base di un accresciuto focus manageriale, le due aziende accelereranno i rispettivi processi di innovazione, saranno più agili in termini di pensiero strategico e parteciperanno attivamente al processo di consolidamento di settore.

Per il momento non sono stati specificati per ora i piani di ristrutturazione che in conseguenza della separazione anche se il comunicato ufficiale afferma che si "realizzeranno azioni di ristrutturazione mirate". In attesa che si sviluppi il confronto già avviato con una call presieduta dal responsabile delle relazioni industriali, Vincenzo Retus.

La Fiom ha chiesto che il prossimo incontro illustri le motivazioni del piano dei prossimi 5 anni, le scelte finanziarie e le ricadute industriali e occupazionali sia con la presenza dell'amministratore delegato, Hubertus Mühlhäuser.

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